martedì, ottobre 16, 2007

FRANKFURTER BUCH MESSE: Protecting Writers Under Attack - Autori vittime della penna - Frankfurt Book Fair > Blog Archive

La società sparente di Emiliano Morrone e Francesco Saverio Alessio, prefazione di Gianni Vattimo - Neftasia Editore, 2007
“I know this book won’t be a bestseller, but if it touches just one person then it will have been worth it,’ said Giancarlo Trepans, at the Forum Dialog this afternoon to launch the ‘Writer’s Under Attack’ publishing programme by the two-year-old Italian publishing house Neftasia Editore.

Trepans is the author of the novel ‘How Long Since,’ one of the first titles published in the series. The novel depicts an encounter between a priest – one who has devoted his life to saving exploited children in places like Sierra Leone and Chechnya – and a journalist who wishes to record the stories.

Neftasia publisher Stefania Campanelli said the series will focus on publishing the works of writers who have been persecuted, censored or exiled. One book will be published in the series each month and a total of 15 titles is already planned. Campanelli is seeking a partner to publish and distribute the books in English.


Musa Mutaev, a Chechen writer who lives in exile in Norway, presented a short reading from his new collection of short stories ‘The Green Sun,’ also among the first titles to be launched. Also among the first four title are ‘I Am Guilty,’ a collection of essays by the Bangladeshi writer Salah Uddin Shoaib Choudhury and an anti-mafia tract by Italian journalists Emiliano Morrone and Francesco Saverio Alessio entitled The Disappearing Society.







Dr. Johano Strasser, president of PEN Germany, remarked that the Writers Under Attack series is likely help raise awareness of the persecution of writers beyond the obvious countries – China, Cuba, Iran, Eritrea and Myanmar. ‘This, in itself, makes the project a worthy thing to do,’ said Strasser.

Neftasia is already helping to instigate change: The publisher has convinced its hometown of has to join the International Cities of Refuge Network (ICORN) which offers a safe have to writers in exile.


http://www.book-fair.com/en/blog/2007/10/12/protecting-writers-under-attack/



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La società sparente su Nazione Indiana

La società sparente vista dalla Svizzera

La società sparente e Roberto Saviano

Francesco Saverio Alessio (Florense) nelle terre di Gomorra

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mercoledì, ottobre 10, 2007

Terrorismo, Rutelli frena il guardasigilli Il Csm rinvia la decisione su De Magistris

La società sparente di Emiliano Morrone e Francesco Saverio Alessio, prefazione di Gianni Vattimo - Neftasia Editore, 2007

di ALBERTO CUSTODERO
La Repubblica
09-10-2007

ROMA - Nel giorno in cui la sezione disciplinare del Csm ha rinviato al 17 dicembre la decisione sul trasferimento del pm di Catanzaro Luigi De Magistris e del suo capo Mariano Lombardi, continua la polemica sull´allarme terrorismo lanciato da New York da Clemente Mastella. La dichiarazione del ministro della Giustizia ribadita ieri con un «non ci faremo processare sulle piazze», ha suscitato reazioni e critiche bipartisan. Da destra e da sinistra sono arrivati inviti al Guardasigilli di riferire in Parlamento. A prendere le distanze dal ministro, il presidente della Camera, Fausto Bertinotti, secondo il quale «non c´è mai una determinazione meccanica tra una condizione sociale, economica, religiosa, un disagio, una sofferenza, e il terrorismo». Paolo Cento, dei Verdi, sottosegretario all´Economia, attacca frontalmente il Guardasigilli («Mastella sbaglia ad evocare il fantasma del terrorismo»), mentre il vicepremier Francesco Rutelli frena: «Andiamoci piano - dice - usiamo le parole con parsimonia». Proteste anche dall´opposizione. Alfredo Mantovano, di An, membro del Copaco, ritiene che «messaggi estemporanei e sommari, come quelli lanciati da New York dal ministro Mastella, non aiutino e generino soltanto confusione». È slittato, intanto, al 17 dicembre l´esito dello scontro tra il ministro della Giustizia (che ne ha chiesto al Csm il trasferimento per «incompatibilità ambientale»), e Luigi De Magistris. Il sostituto procuratore di Catanzaro, all´uscita dal Csm, è stato accolto da applausi e da slogan da stadio («De Magistris non mollare»), da una folla di sostenitori giunti da tutta Italia, non solo dalla Calabria, ma anche da Padova e Verona. «Sono tranquillo - ha commentato Luigi De Magistris - e sereno. Ho letto le ultime contestazioni e confermo: sono assolutamente convinto di dimostrare la correttezza del mio operato punto su punto». «Per questo - ha aggiunto - non posso che continuare a lavorare. Il consiglio deciderà autonomamente, garante dell´autonomia e dell´indipendenza della magistratura». Il suo superiore, il procuratore capo Mariano Lombardi, non era presente per motivi di salute. Per lui, un eventuale trasferimento a dicembre avrà un valore poco più che simbolico, poiché - come ha fatto notare il suo difensore, Fausto Zuccarelli - «a febbraio decadrà naturalmente dal suo incarico che ricopre da più di otto anni». Per tutta la mattinata, in piazza Indipendenza, davanti alla sede del Csm, s´è svolto un sit-in dei sostenitori di De Magistris. C´era Sonia Alfano, figlia del giornalista Beppe, ucciso dalla mafia. C´erano i ragazzi del meet up di Beppe Grillo di Roma e quelli di Locri del comitato «ammazzateci tutti» con uno striscione «e adesso trasferiteci tutti». Ed erano presenti Emiliano Morrone e Francesco Alessio, autori del libro sulla Calabria «La società sparente» (evocazione del testo del filosofo Gianni Vattimo «la società trasparente»), diventato il manifesto politico dei ragazzi calabresi in lotta contro la ‘ndrangheta.
ALBERTO CUSTODERO

altri links dove trovi questo articolo
http://www.margheritaonline.it/stampa/scheda.php?id_stampa=30344
http://www.dsmilano.eu/home/index.php/rstampa/2007/10/09/terrorismo_rutelli_frena_il_guardasigill

su Clemente Mastella

dal meet up di Beppe Grillo di New York un filmato di Mastella al Columbus day

Francesco Saverio Alessio (Florense) nelle terre di Gomorra

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lunedì, ottobre 08, 2007

Ecco come abbiamo portato la Calabria a Roma

Foto della manifestazione tratta da Tra il reale e l'immaginario: Manifestazione per De Magistris - http://trailrealeelimmaginario.typepad.com/tra_il_reale_e_limmaginar/2007/10/manifestazione-.html
http://trailrealeelimmaginario.typepad.com/tra_il_reale_e_limmaginar/2007/10/manifestazione-.html
di Emiliano Morrone

Roma, lunedì 08 ottobre 2007

Il sit-in a Roma del Comitato pro De Magistris davanti al Consiglio superiore della Magistratura si è concluso alle 13,30 dell’otto ottobre con un intervento in Piazza Esedra di Aldo Pecora, portavoce del movimento antimafia “Ammazzateci tutti”, Sonia Alfano, figlia del giornalista Beppe Alfano, ucciso da Cosa Nostra nel 1993, e di Emiliano Morrone, giornalista e autore, insieme a Francesco Saverio Alessio, del libro “La società sparente”, sui rapporti fra ’ndrangheta e politica in Calabria.
Con una straordinaria partecipazione di giovani, movimenti e associazioni provenienti da tutta l’Italia e con la fattiva collaborazione del gruppo romano di Beppe Grillo, il Comitato si è ritrovato in Piazza dell’Indipendenza alle 9,30 del mattino. Da subito, una serie di annunci a favore della legalità in Calabria e in Italia da parte di Aldo Pecora, seguito da Francesco Precenzano, presidente dell’associazione “Gens” di Cosenza, e da giovani studenti e lavoratori venuti apposta dal Veneto, dalla Lombardia, dalla Campania e dalla stessa Calabria. Adesso, le firme raccolte contro il trasferimento del giudice De Magistris, titolare a Catanzaro dell’inchiesta Why not, nella quale, fra l’altro, è indagato il presidente del Consiglio dei Ministri con importanti politici e rappresentanti istituzionali, sono oltre 90 mila. Nei pressi di Piazza dell’Indipendenza, mobilitazione generale per la raccolta di ulteriori firme, durante tutto lo svolgimento del sit-in.

Molti passanti si sono uniti alla manifestazione e hanno aderito al Comitato, dimostrando che la questione etica è centrale in Italia e che la politica non può ignorare le reazioni dei cittadini, i quali hanno ormai non si fidano delle rappresentanze. Il Comitato pro De Magistris ha espresso fin dall’inizio grande fiducia verso il Consiglio Superiore della Magistratura, ribadita più volte nei ripetuti interventi di Aldo Pecora. I tanti giovani presenti hanno espresso solidarietà verso il giudice, considerandolo “il difensore dei cittadini onesti e della legalità perduta nella nazione”.

La manifestazione, svoltasi con grande civiltà e senso di responsabilità, ha dimostrato soprattutto l’attaccamento delle nuove generazioni ai valori e ai princìpi della Costituzione. Verso mezzogiorno, è arrivata la notizia del rinvio al 17 dicembre della decisione del Csm sul trasferimento di De Magistris, che, uscito dal palazzo del Consiglio Superiore della Magistratura, ha ricevuto un’ovazione del Comitato, segno che forse certa magistratura sta supplendo molto bene la componente politica. Secondo i giovani manifestanti, “in una fase di precarietà nel lavoro e di incertezza generale, è fondamentale che si recuperi la trasparenza amministrativa e che la giustizia sia effettiva, concreta”. Emiliano Morrone ha ribadito, rivolgendosi al Presidente della Repubblica, “garante per eccellenza”, che “non possono esserci squilibri nell’ambito dei poteri dello Stato e che solo se è assicurata la legalità il Sud può sperare di non sparire”.
Roma, 8 ottobre 2007: manifestazione del Comitato pro De Magistris





Sonia Alfano ha testimoniato in prima persona la sua vicenda di figlia d’un giornalista antimafia ucciso per il suo coraggio e rispetto alla cui morte non c’è ancora giustizia. Ancora, la Alfano ha raccontato della “leggerezza” di Mastella, testimone di nozze di un mafioso, poi pentito.


Il sit-in in sostegno di De magistris davanti alla sede del Csm in p.zza Indipendenza a Roma il 1 ottobre 2007, in primo piano Sonia Alfano, al megafono Francesco Precenzano, presidente di G.E.N.S.
Aldo Pecora s’è dichiarato soddisfatto, insieme a tutto il Comitato, per la scelta di rinviare al 17 dicembre la decisione sul trasferimento di De Magistris. “Continuerà a tutto campo – ha ribadito Pecora – il nostro impegno per sostenere il giudice, cui deve essere permesso di ultimare l’inchiesta Why not; organizzeremo a Roma una grande manifestazione in dicembre, raccogliendo anche un milione di firme per impedire che De Magistris venga spostato da Catanzaro”. Francesco Precenzano ha sottolineato che “ciò che sta ora avvenendo in Calabria potrebbe avvenire nel resto dell’Italia e che solo una convinta reazione collettiva all’abuso di potere può assicurare una sana ingegneria sociale”. L’appuntamento, quindi, è per la metà di dicembre, dove a Roma si ritroverà nuovamente il popolo di Internet, dei giovani e dei movimenti, per chiedere allo Stato di vigilare sul futuro della giustizia.

Emiliano Morrone

CALABRIA = ITALIA
Scritto da Matteo Trebeschi (zenone)il 08-10-2007 21:58

Sono da poco tornato da Roma, ma ne è valsa la pena. Andare a difendere De Magistris significa difendere tutte le persone oneste di questo paese, di cui il Parlamento si ricorda spesso soltanto per la "doverosa" pressione fiscale. Dobbiamo continuare a tenere alta l'attenzione sul lavoro di questo magistrato, valorizzarlo, far sentire un grandissimo appoggio popolare a un magistrato onesto. Facciamo firmare la petizione, parliamo di antimafia, informiamoci perchè se la nostra voce in difesa di De Magistris viene meno, avremo l'ennesimo "magistrato solo", facile bersaglio di istituzioni corrotte.
Ciò su cui indaga De Magistris non riguarda solo la Calabria, ma tutta l'Italia. I rapporti tra politica e mafia sono un collante decisivo del potere politico, in modo particolare dal secondodopoguerra. Ciò che succede in Parlamento ha ripercussione sulla vita di tutti i cittadini. C'è ne rendiamo conto? Ognuno deve sentire l'impegno civico, in questo momento così decisivo, come un dovere per la libertà, per ridare un senso alla parola "democrazia".
La mafia ha sempre cercato di isolare le persone in modo da convincerle che non è possibile pensare di contrastare la mafia. Quello che sta succedendo adesso in Calabria, a Roma...questa rinascita dei giovani antimafia sta agendo proprio in direzione di quell'aggregazione di cui la mafia ha tanto timore. Le piazze piene di studenti che smettono di vedere la televisione e guardano invece verso un'ideale comune, che difendono un uomo per la sua incondizionata onestà fanno paura alla mafia.
E' vero oggi "eravamo pochi, ma buoni"; io personalmente ho avuto la fortuna di conoscere delle persone straordinarie, che hanno quella "rabbia giusta" per lottare per una società migliore.E' stato davvero un regalo incontrarle...
Da qui al 17 dicembre, però, dobbiamo organizzarci per una grande manifestazione a Roma, sentendoci chiamati in causa in prima persona(seguiteci sul forum). Come diceva Borsellino, la lotta alla mafia è un movimento culturale! Facciamo sentire la nostra voce, una ad una, affinchè le istituzioni non possano più ignorarci!
http://www.ammazzatecitutti.org/news/ecco-come-abbiamo-portato-la-calabria-a-roma-5.php

Bella manifestazione, eravamo non molti ma impossibile essere di più la mattinata di un lunedì lavorativo. Grande lavoro dei nostri organizzatori, infaticabili come sempre (ma che pile usano, non si scaricano mai!), da Serenetta agli altri. Sempre bello incontrarsi , scambiarsi pareri, parlare con la gente. Molti i giornalisti presenti, magari per parlar male di noi comunque positivo che la stampa, tv e carta stampata, ci fosse quasi al completo.
I ragazzi di Locri di Aldo Pecora, Sonia Alfano e tanti altri rappresentavano la voglia di farsi sentire comune per tanti italiani.
Il prossimo appuntamento probabilmente il 17 dicembre per la nuova "puntata" della telenovela sulle decisioni del CSM, dilaniato tra prendere posizioni anti-popolari e scontentare Mastella e la classe politica.
Noi c'eravamo e ci saremo ancora. Grazie a tutti!
Ho visto un interessante articolo su repubblica-online
http://www.repubblica...
Pubblicherò appena possibile alcune interviste fatte durante la manifestazione, a cominciare di quella a Sonia Alfano, che con grande disponibilità ci ha descritto il suo pensiero sul caso-De Magistris e sulla situazione della lotta alla mafia in Italia ed in Sicilia

http://trailrealeelimmaginario.typepad.com/tra_il_reale_e_limmaginar/2007/10/manifestazione-.html


Edited by Alessandro Lunetta on ott 8, 2007 at 4:14 PM


Centomila volte Giustizia
08/10/07 - Cosenza
Oggi l'audizione di De Magistris davanti al Csm. In contemporanea manifestazione contro la proposta di trasferimento

Oggi è il giorno del giudizio, ma come le grandi fatalità che riguardano il meridione, ci sarà un rinvio. Stamani, davanti alla Prima Commissione Disciplinare del Csm sarebbe dovuto iniziare il procedimento richiesto dal ministro Mastella nei confronti del sostituto procuratore della Repubblica, Luigi De Magistris, e del procuratore capo di Catanzaro, Mariano Lombardi, per i quali il Guardasigilli ha chiesto il trasferimento cautelare. Ma ci sarà un rinvio, dettato dalla necessità di coordinare al meglio le esigenze di accusa e difesa. I calabresi sono schierati al fianco di Luigi De Magistris ed oggi organizzeranno un mini sit-in davant la sede di Palazzo dei Marescialli.

In una nota, Emiliano Morrone e Francesco Saverio Alessio, del movimento che ha raccolto le adesioni dei cittadini al magistrato, preannunciano la “consegna di migliaia di firme pro De Magistris al Csm, a Roma. Coi ragazzi di Ammazzateci tutti, movimenti, associazioni e giovani, coscienze vigili e libere. Agorà Calabria, spedirà domani al n. 6 di Piazza Indipendenza Roma, sede del CSM, 12.500 firme. Altre 10.000 circa, in arrivo dalla provincia di Cosenza, saranno spedite tra martedì e mercoledì. Si tratta della sola raccolta di Agorà Calabria che, unitamente alle adesioni in rete già inviate (oltre 55.000) e al totale cartaceo (circa 25.000) dal Forum delle associazioni (Ammazzatecitutti, Calabria Libre, Città del Sole, Progetto Città, Catanzaro nel cuore, Io non ci sto; Soverato nel cuore; Fondazione Scopelliti, Cosenza Regione, La Rete Onlus, Cittadinanza attiva, Amolamezia, Consulta dei giovani e tanti altri estemporanei comitati di cittadini) superano abbondantemente la cifra incredibile delle 100.000 sottoscrizioni.
http://www.laprovinciacosentina.it/portale/view_notizia.cfm?Q_TEM=POLITICA&Q_SCELTA=sommario&Q_ID=784


Luigi De Magistris: lettera ai colleghi

di Luigi De Magistris
(Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Catanzaro)



Ho deciso di scrivere questa mail in quanto vi è stata – ieri – la seduta della sezione disciplinare e la prossima udienza è fissata per il 17 dicembre.

Non entro nel merito delle accuse che il Ministro della Giustizia ha promosso nei miei confronti per non violare il dovere di riservatezza che mi sono imposto per il doveroso rispetto verso il C.S.M. e per non essere accusato, poi, di voler intimidire l'organo di auotogoverno della magistratura. Non vorrei, tra l'altro, a breve, trovarmi a dovermi difendere anche dalle contestazioni di associazione sovversiva o quanto meno di cospirazione politica mediante associazione o mediante accordo.

La voglia di parlare l'avrei perché da molti giorni leggo ed ascolto di "nefandezze" di cui mi sarei reso autore, vedo i miei pubblici accusatori (ministri e sottosegretari) ribadire in pubblico le accuse (che reputo totalmente infondate) – senza che mi possa difendere pubblicamente (un po’ come se il P.M. che indaga un soggetto andasse poi in televisione a sostenere che quella persona è delinquente) – di cui mi sarei "macchiato".

Voglio tranquillizzare un po' tutti: sono certo di poter dimostrare la correttezza del mio operato e l'assoluta infondatezza delle accuse rivoltemi dal Ministro. Certo, in questi anni di intensissimo lavoro in Calabria avrò fatto errori, avrò sbagliato, avrò fatto scelte discutibili, avrò parlato troppo, avrò assunto una condotta eversiva dell'ordine costituito, ma per fortuna gli "zelanti" ispettori che, da anni, si occupano, senza sosta, di scandagliare tutto (e solo) il mio Ufficio (dal 1996 ad oggi, forse sarò loro simpatico?) non li hanno ancora trovati: sono fortunato io o non sono bravi loro?!

Certo, se in questi anni non avessi avuto "contro" la dirigenza dell'Ufficio, se non avessi avuto le intimidazioni e le minacce provenienti da più parti (che ho esposto nelle sedi competenti e si tranquillizzino, quindi, coloro i quali sostengono che io abbia fatto denunce pubbliche senza fare nomi e cognomi: difatti, pubblicamente si può esporre la grave situazione, ma le condotte singole vanno segnalate nelle sedi istituzionali), se avessi avuto un po' più di attenzione da chi dovrebbe "tutelare" i colleghi che lavorano in sedi così difficili, se non mi avessero lasciato solo da un punto di vista istituzionale, se mi avessero affiancato colleghi nel lavoro come ho più volte chiesto, forse avrei evitato, quanto meno, di dover segnalare pubblicamente il pericolo incombente per la tenuta dello Stato di diritto, forse non mi sarei esposto all'esterno così tanto e chi mi conosce veramente sa che non gradisco apparire.

A un certo punto, però, ho avvertito che stesse accadendo qualcosa di irreparabile e ho deciso di far comprendere che cosa stesse accadendo, non a Stoccolma, ma in Calabria.

Questa voglia di "rompere" il silenzio, oggi, nelle liste, è, però, dettata dal cuore, dalla volontà di ringraziare tutti i colleghi che mi hanno scritto, anche privatamente, delle parole molto belle. Ho provato delle emozioni enormi e forti, che mi rendono felice e mi appagano di tutte le sofferenze di questi anni. Farei torto a molti se citassi qualcuno, ma mi limito, nel ringraziare tutti quelli che mi hanno dimostrato affetto, a citare il documento della giunta dell'A.N.M. di Napoli, le missive dei colleghi che sono stati miei uditori, le mail di colleghi con i quali abbiamo anche avuto percorsi culturali molto differenti e anche "scontri".

Evidentemente si è compresa la "posta in gioco" e il "mio caso": sì sono divenuto un caso, che strano, e forse si è intuito che, nonostante tutto, non sono poi così "macroscopicamente inadeguato". Credo, infatti, di cercare di esercitare le funzioni con onestà, abnegazione, sacrificio e umiltà avendo nel cuore e nella mente la Costituzione Repubblicana in primo luogo. Incompatibile con un certo ambiente (anche giudiziario) forse sì, ma non con questa terra dalla quale non potrò mai più "staccarmi" atteso l'amore che tantissimi calabresi mi stanno manifestando.

Grazie.

Luigi
http://toghe.blogspot.com/2007/10/luigi-de-magistris-lettera-ai-colleghi.html


Francesco Saverio Alessio (Florense) nelle terre di Gomorra

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sabato, ottobre 06, 2007

Adnkronos agenzia: Vattimo: ''Bisognerebbe che i ragazzi di Locri si riproducessero''

Roma, 8 ottobre 2007: manifestazione del Comitato pro De Magistris - fotografia di Francesco Saverio Alessio
Roma, 5 ott. (Ign) - ''Bisognerebbe che i ragazzi di Locri si riproduccessero. Sono simpaticissimi, sono conteneto che esistano. E sto al loro fianco''. Così il filosofo Gianni Vattimo parla con Ign, testata on line del Gruppo Adnkronos, dell'emergenza criminalità in Calabria, all'indomani della trasmissione 'Annozero' dedicata al caso del pm De Magistris.


‘’I giovani di Locri ce la faranno se anche quelli che sono sul posto grideranno con loro, a una sola voce, chiedere una giustizia vera. Sulla nostra terra deve scoppiare la voglia di libertà, il riscatto deve nascere dal basso”, spiega da parte sua Emiliano Morrone, il giornalista e regista noto per le sue battaglie antimafia che insieme a Francesco Saverio Alessio ha pubblicato un libro sulla Calabria che caccia e che fugge: ‘La societa’ sparente’ (prefazione di Gianni Vattimo, Neftasia editore.

''Siamo con i ragazzi di Locri. Lunedì parteciperemo alla consegna delle firme che sono ormai diverse decine di migliaia'', spiega il responsabile del giornale on line ‘la voce di Fiore ’, riferendosi alla protesta del movimento ‘E adesso ammazzateci tutti’ che l’8 ottobre, a Roma, di fronte alla sede del Csm, consegnerà all'organo di autogoverno dei magistrati le firme raccolte contro il trasferimento del sostituto procuratore di Catanzaro Luigi De Magistris, proposto dal Guadasigilli Clemente Mastella.

''Lo Stato - dice Morrone - venga a verificare sul campo che qui la Costituzione non viene applicata. La giustizia – che deve essere amministrata in nome del popolo – in Calabria in realtà è scandita dalla volontà di poteri forti.''.

E ancora sul magistrato autore delle inchieste 'Poseidone' e 'Why not', spiega: ‘’Se De Magistris verrà trasferito, la Calabria buona – quella dei giovani – perderà definitivamente la possibilità di scoperchiare il tanto marcio che c’è. Il magistrato ha portato allo scoperto i rapporti tra mafia, politica e massoneria deviata, cosa che nessuno prima di lui aveva fatto''.

''Mi auguro - conclude Morrone - che il Csm tenga presente ciò che pensano di questo magistrato i cittadini onesti. Ci fidiamo di Palazzo dei Marescialli ma proprio al Csm diciamo: i giovani non vogliono essere delusi. Non lasceremo la Calabria al suo triste destino''.

Adnkronos agenzia: http://www.adnkronos.com/IGN/Cronaca/?id=1.0.1390467096

vedi servizio su "Le contrarie" del 14 ottobre 2007 a San Giovanni in Fiore


Francesco Saverio Alessio (Florense) nelle terre di Gomorra

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mercoledì, ottobre 03, 2007

Presentato a Roma "La società sparente"

Gianni Vattimo, Emiliano Morrone e Francesco Saverio Alessio alla presentazione de La società sparente, Campidoglio, Roma, lunedì 1 ottobre 2007
Ieri, nella sala Pietro da Cortona del Campidoglio, è stato presentato a Roma il libro "La società sparente", di Emiliano Morrone e Francesco Saverio Alessio, edito da Neftasia (Pesaro, 2007).


Moderatrice Giorgia Basilico, oltre agli autori sono intervenuti l'editore, Stefania Campanelli, la giornalista Ida Dominijanni, del quotidiano "il manifesto", i deputati Angela Napoli e Franco Laratta, il filosofo Gianni Vattimo e Aldo Pecora, del movimento antimafia "Ammazzateci tutti".

Dopo l'introduzione di Stefania Campanelli, che ha parlato della collana "Autori vittime della penna" (il prossimo 12 ottobre alla Fiera del Libro di Francoforte la presentazione ufficiale), cui appartiene "La società sparente", l'onorevole Angela Napoli ha lodato la coraggiosa denuncia di Morrone e Alessio, calabresi d'origine, insistendo sul grave pericolo per la vita civile in Calabria rappresentato dai legami fra politica, 'ndrangheta, imprenditoria e massoneria. Il collega Franco Laratta ha invece sottolineato la necessità di misure che impediscano alla 'ndrangheta di determinare l'esito delle elezioni, specie dopo l'omicidio fi Francesco Fortugno. La Napoli e Laratta hanno dato un bellissimo esempio, di là dagli schieramenti di appartenenza, di come deve coportarsi l'uomo politico, su cui pesano grandi responsabilità. Ida Dominijanni ha analizzato il libro, apprezzandolo per la freschezza con cui sono raccontate molte vicende sui rapporti fra 'ndrangheta e politica. Ha poi mosso tre critiche:

1) il fatto che, a suo avviso, il testo rimane nell'ambito della definizione della 'ndrangheta come crimine o mentalità diffusa;
2) sembrerebbero non esserci speranze per la Calabria, in cui, per la giornalista, qualcosa si muove, invece, per esempio nell'informazione;
3) la prospettiva adottata soffrirebbe di un'eccessivo attaccamento alla Calabria, caratteristica dei calabresi.

Gianni Vattimo ha ricordato la sua esperienza quale candidato sindaco a San Giovanni in Fiore, nel 2005, precisando, con ironia sottile, il pericolo che gli autori si ritrovino in una condizione di pericoloso isolamento, dato il tema affrontato. In effetti, "La società sparente" parte proprio dalla quella battaglia politica a San Giovanni in Fiore, individuando nell'assistenzialismo a oltranza, trasversale, una delle cause dell'espansione della 'ndrangheta e dell'omertà diffusa in Calabria.

Francesco Saverio Alessio ha con durezza sostenuto che il malaffare calabrese è prodotto dalle sale del potere centrale a Roma.
Emiliano Morrone, ricordando l'appello di Roberto Saviano a interessarsi delle "propria terra", ha detto a chiare lettere che il libro descrive vicende tipiche di una Calabria distrutta e che gli organi di controllo dello Stato non "effettuano delle radiografie del voto", le quali servirebbero a mappare e comprendere la dilagante corruzione nel luogo, grazie a cui la 'ndrangheta può dovunque compiere affari colossali ed esecuzioni spettacolari.

Sala piena, giovani e rappresentanti di associazioni sono arrivati perfino da Firenze, dalla stessa Calabria, dalla Sardegna e dalla Campania. Molto toccante è stata la testimonianza di Aldo Pecora, leader di "Ammazzateci tutti". Il giovane ha silurato il ministro della Giustizia Clemente Mastella, che starebbe forzando, a suo dire, per l'immediato trasferimento di Luigi De Magistris, il sostituto procuratore della Repubblica di Catanzaro titolare di varie inchieste scottanti sul sistema di corruzione generalizzata in Calabria. Molto importante anche l'intervento di Francesco Precenzano, presidente dell'associazione "Gens" di Cosenza, che ha rafforzato il discorso di Pecora invitando a una riappropriazione collettiva del politico.

Precenzano, Pecora, Morrone e Alessio convengono sull'utilità di Intenet come mezzo di aggregazione e comunicazione per superare il silenzio, la paura e i tanti condizionamenti che impediscono una decisa opposizione delle coscienze all'azione genocida della 'ndrangheta, sostenuta da certa politica.

http://lasocietasparente.blogspot.com





La società sparente - una recensione di Ida Dominijanni su "il manifesto"

politica o quasi

Calabria, chi vuole che la società sparisca?

di Ida Dominijanni (il manifesto, 02.10.2007)

In attesa che il Csm si pronunci sul caso De Magistris, e nella speranza - del tutto vana - che il consiglio regionale calabrese prenda in seria considerazione l’invito a dimettersi speditogli sabato scorso da Cesare Salvi, sul complesso di vicende che da mesi agita la Calabria ci si può tenere la memoria fresca leggendo "La società sparente", un libro di Emiliano Morrone e Francesco Saverio Alessio fresco di stampa da Neftasia editore in una collana bizzaramente intitolata "autori vittime della penna".
La società sparente di Emiliano Morrone e Francesco Saverio Alessio, prefazione di Gianni Vattimo - Neftasia Editore, 2007

Come vittime della penna si presentano infatti Morrone e Alessio, l’uno giornalista l’altro esperto di Web, entrambi redattori di "La Voce di Fiore", il giornale on-line da cui partì nel 2004 l’iniziativa di candidare Gianni Vattimo a sindaco di San Giovanni in Fiore, iniziativa che non ebbe un esito elettorale felice ma innescò in compenso un felice percorso di consapevolezza politica nella cittadina silana. Vittime della penna, perché costretti a emigrare dalla incomprimibile voglia di denunciare e scrivere fatti e misfatti dell’intreccio fra politica, criminalità e affari che occupa e uccide la sfera pubblica calabrese. La tesi del libro parte dunque da un’esperienza biografica: «I rapporti di interdipendenza fra politica e ’ndrangheta stanno rendendo la vita dei residenti impossibile sul versante dei diritti, della sicurezza, dei servizi e delle libertà». Che equivale a dire che in Calabria non c’è solo una questione sociale, una questione politica e una questione morale, ma anche una questione costituzionale.

Tutte e quattro infatti emergono dal racconto in diretta della vita a San Giovanni in Fiore, patria medievale dell’eresia gioachimita, oggi 18.000 abitanti a 1000 metri dal mare, un’urbanistica seviziata dalla speculazione edilizia, la memoria dell’antica arte tessile dei tappeti sacrificata alle pizzerie, i latifondisti di un tempo «sostituiti da assessori e consiglieri», una disoccupazione endemica calmierata nei primi anni 90 da 700 assunzioni con la trovata emergenzial-assistenziale del «fondo sollievo», un territorio in cui «l’illegalità è regolare, ammessa e stimolata» dai partiti o meglio da quel che resta dei partiti di massa novecenteschi, Dc e Pci; e infine alcune «improvvise sparizioni», e il sospetto che i laghi della Sila ospitino rifiuti tossici, due indicatori chiari di penetrazione della ’ndrangheta in una zona che ne pareva immune. Il quadro è noto, ma Morrone e Alessio lo arricchiscono di alcuni elementi di vita quotidiana che di solito restano fuori dal discorso: le tossicodipendenze e le depressioni che si diffondono fra i giovani, la famiglia che agisce come rifugio e insieme come ulteriore fattore di svuotamento della vita pubblica. Sotto i colpi della ’ndrangheta da una parte, e di un ceto politico preoccupato prevalentemente di tradurre in affari invece che in beni pubblici i fondi europei, «la società calabrese sta sparendo»: questa la tesi che dà il titolo al libro. Che da San Giovanni procede poi per tutta la regione, racconta le inchieste di De Magistris, conta i nomi dei consiglieri regionali inquisiti (22), dice la sua sul caso Fortugno e sulla strage «annunciata» di Duisburg, non risparmia i giudizi sui politici di qualunque colore (i diessini Adamo e Oliverio spiccano nella lavagna dei cattivi, Doris Lo Moro (ds) e Angela Napoli (An) in quella dei buoni), sulla giunta regionale di centrosinistra di oggi e su quella di centrodestra della passata legislatura. Contro la «sparizione» della società, Morrone e Alessio lanciano la proposta di un ritorno in massa degli emigrati, virtuale se non reale, come il Web e l’accorciamento delle distanze consentono. E’ curioso che sia la stessa idea che anima già da tempo un sito di Catanzaro, www.altracatanzaro.it. E che arrivi in contemporanea con le notizie dalla Birmania e con il primo sciopero su second life dei lavoratori dell’Ibm. Magari è vero che nel mondo glocale la politica, se funziona, funziona così.

sabato, settembre 22, 2007

Presentazione de "La società sparente"

La società sparente di Emiliano Morrone e Francesco Saverio Alessio, prefazione di Gianni Vattimo - Neftasia Editore, 2007
La Neftasia editore di Pesaro presenterà in anteprima a Roma lunedì 1 ottobre 2007, ore 10.30 nella Sala Carroccio del Campidoglio, il libro La società sparente di Emiliano Morrone e Francesco Saverio Alessio. Il testo sarà introdotto da Gianni Vattimo, autore della prefazione. Parleranno Ida Dominijanni e i deputati Angela Napoli e Franco Laratta.


La calabria che caccia, la calabria che fugge, ogni giorno Duisbug

La società sparente è il racconto della fuga degli autori dalla loro Calabria, “fabbrica di emigranti”. Un lavoro sui rapporti fra politica e ‘ndrangheta. La drammatica situazione istituzionale, morale e politica della regione è analizzata alla luce dei fatti: gli accordi elettorali, gli indagati eccellenti, la propagazione dell’assistenzialismo e l’indifferenza rispetto agli omicidi e alle stragi. La società calabrese sta sparendo per le morti e le fughe prodotte dal sistema. La ‘ndrangheta può così espandersi e arrivare ovunque, come a Duisburg, sanguinaria e spettacolare. Il libro riflette sull’urgenza di fermare il fenomeno mafioso, permesso da istituzioni spesso colluse e coperte a livelli molto alti.


La pubblicazione de La società sparente di Emiliano Morrone e Francesco Saverio Alessio rientra nel più ampio progetto internazionale Autori vittime della Penna promosso dall’editore.

Il progetto dà il nome alla collana Autori Vittime della Penna che sarà inaugurata alla Fiera del Libro di Francoforte, 12 ottobre 2007, alla presenza del Presidente della Pen tedesca, Johano Strasser, e con la presentazione di quattro opere di autori contemporanei oppressi nella loro libertà di espressione.

L’iniziativa ha avuto il sostegno del Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano, che nel gennaio 2008 permetterà il primo incontro ufficiale tra gli autori presso il Quirinale per insignire l’autore e/o giornalista dell’anno con una targa d’oro. Gesto quest’ultimo che simboleggia la stima e la riconoscenza dovuta a chi ha messo a repentaglio la propria vita in quanto sostenitore di valori fondamentali.

Ieri su Il Quotidiano della Calabria la notizia delle presentazioni del libro "La società sparente" a Roma e alla Fiera del libro di Francoforte. Leggi l’articolo completo in pdf dal sito ilquotidianodellacalabria.it

Altre notizie le trovate su IMGPress IL LIBRO SULLA CALABRIA: LA SOCIETÀ SPARENTE

su emigrati.it La società sparente

su ammazzatecitutti.org La società sparente di Emiliano Morrone e Francesco Saverio Alessio Neftasia Editore, Pesaro

giovedì, settembre 13, 2007

La società sparente

La società sparente di Emiliano Morrone e Francesco Saverio Alessio, prefazione di Gianni Vattimo - Neftasia Editore, 2007

La
società sparente


di
Emiliano
Morrone

e Francesco
Saverio Alessio
-
Neftasia
Editore S.r.l. 2007


[...]
Al centro di La
società sparente
è il fenomeno migratorio,
tipico del Mezzogiorno, addebitato dagli autori a un preciso
progetto politico, reperibile nella storia
di San Giovanni in Fiore e della Calabria
. In altri
termini, l’emigrazione è qui considerata anche come
soluzione per la
difesa della (propria) libertà di opinione e della
dignità personale
. [...] Il loro lavoro si pone,
quindi, come riferimento per una rilettura dell’emigrazione
calabrese e meridionale. La Calabria,
nonostante il progresso economico e i soldi ricevuti dall’Unione
Europea
, si sta spopolando paurosamente. Oggi, come
ieri, l’emigrazione produce il vuoto politico. Dunque, l’auspicio
è che, anche grazie al dibattito e ai collegamenti
su Internet, sia proprio un rientro generale, dopo la «fuga»,
a produrre un’azione, effettiva ed efficace, contro la Ndrangheta.


dalla
prefazione di
Gianni
Vattimo

-
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2007




La società sparente vista dalla Svizzera

lunedì, settembre 10, 2007

La società sparente

La società sparente di Emiliano Morrone e Francesco Saverio Alessio, prefazione di Gianni Vattimo - Neftasia Editore, 2007

Stanchi di subire. Di abbassare la testa.

Di accettare passivamente il dominio della 'ndrangheta permesso e favorito dalla politica.
Stanchi di essere complici silenziosi. Stanchi dell'arretratezza indotta da un'oligarchia sempre al potere. Stanchi di assistere alla Duisburg quotidiana dentro e oltre la Calabria.

Stanchi che i fondi pubblici finiscano nelle mani dei boss o, secondo il giudice De Magistris, nelle tasche di chi governa.

Stanchi dell'indifferenza generata dal terrore. Stanchi delle morti, della brutalità e inciviltà a ogni livello, in Calabria.

Stanchi di fuggire, stanchi dei raggiri, dei ricatti e delle minacce dell'"onorata società".

"La società sparente" è un libro di denuncia di ciò che sta avvenendo nella regione, molto al di là della cronaca e dei servizi della stampa nazionale ed estera. Scritto da due calabresi, sarà presto in libreria.

Il lavoro, di ricerca e analisi, riguarda il malaffare in Calabria, i rapporti fra 'ndrangheta e politica, le indagini a carico di consiglieri regionali e influenti dirigenti di partito.

Ci sono coperture a Roma? Sono vere le cose dette dai media su padre Fedele, il cappuccino accusato d'aver violentato una suora, o c'entrano solo mire politiche, nella distruzione della sua immagine?

A che cosa porterà l'assistenzialismo smisurato cui sono stati abituati i calabresi, pure gente operosa e instancabile? Qualcuno pagherà?

Vi invitiamo a partecipare a una discussione su questi temi, iscrivendovi al blog.