domenica, novembre 26, 2006

Il tedesco nella filosofia, quali legami?

Delle riflessioni sul Convegno: L’importanza della Lingua Tedesca nel linguaggio filosofico
Esiste davvero un legame particolare fra le strutture della lingua tedesca (che qualcuno ritiene addirittura matematiche, con formule e regole precise) e i fondamenti della filosofia, al punto da rendere la lingua di Goethe più idonea di altre ad affrontare e sviluppare teorie e problemi che da sempre attengono al campo filosofico? Questo sarà, in pratica, il fulcro del convegno che, col patrocinio dell’Assessorato provinciale alla cultura, della Scuola di Lingue Oxford Teaching e dell’Associazione Internet degli Emigrati Italiani, si svolgerà sabato 25 novembre in Piazza castello a Crotone. A relazionare sull’interessante argomento saranno il Presidente di emigrati.it onlus, Francesco Saverio Alessio; Claudio Pirillo, del Circolo “Amici del Tedesco” (di cui ricordiamo il bel convegno dello scorso 27 ottobre presso il Liceo Classico “Pitagora”, su “Il tedesco: strumento di sviluppo”, al quale parteciparono alcuni rappresentanti dell’Ambasciata Tedesca a Roma e docenti del Goethe-Institut Italien); e il chiarissimo prof. Michele Borrelli, ordinario di Pedagogia Generale presso l’Università della Calabria di Cosenza. L’argomento del Convegno è certamente interessante e, fermo restando il parere di ognuno, non si può negare che il pensiero filosofico tedesco sia stato effettivamente determinante nella storia della filosofia. Secondo alcuni, dunque, la Germania ha dato alla filosofia le menti più acute (soprattutto nel periodo tra il 1750 ed il 1900, ad iniziare da Kant) perché la lingua tedesca avrebbe una struttura più adatta all’argomentazione filosofica, e quindi naturalmente portata a coniare utili neologismi, tramite la fusione in una nuova parola di termini già noti, spesso indispensabili alla sintesi concettuale. La filosofia tedesca, inoltre, sarebbe più astratta e metafisica, mentre quella inglese, ad esempio, sarebbe più analitica e pragmatica: da qui la migliore flessibilità del tedesco e quindi la sua ottimizzazione ad esprimere in maniera più chiara gli argomenti filosofici, altrimenti oscuri e non facilmente interpretabili. Secondo altri, invece, pur ammettendo la vastissima produzione filosofica dei pensatori tedeschi, studiati e tradotti in tutto il mondo, ciò non dipenderebbe da problemi di lingua ma da ragioni diverse. Ci sono lingue, infatti, come quell’inglese, che hanno decina di migliaia di vocaboli in più del tedesco, ed altre con una grammatica assai più complessa, come gli idiomi slavi; ragion per cui anche fra questi popoli avrebbero dovuto fiorire eccellenti menti filosofiche, il che non è avvenuto. Le ragioni del proliferare, nel periodo anzidetto, di pensatori e filosofi tedeschi, si dovette quindi più a motivazioni politiche (assolutismo degli stati e mancanza di libera espressione) che ad una migliore strutturazione ed adattabilità della lingua. La mancanza di libertà del pensiero, infatti, comportava per gli studiosi o darsi anima e corpo allo studio della letteratura e della filosofia (nulla esternando, quasi vivessero in un altro mondo) oppure “darsi alla macchia”, ovvero emigrare, come fece lo stesso Karl Marx. Solo dopo la fine della Grande Guerra, si cominciò a respirare un minimo di libertà, ben presto soffocata dall’avvento del nazismo che poneva di nuovo l’antico problema dell’adattamento al regime o dell’emigrazione, per vedere pubblicati i propri lavori: cosa che fecero in molti perché, essere un intellettuale tedesco, allora, aveva un certo peso. Claudio Pirillo, appassionato studioso della cultura tedesca, dei miti e delle religioni antiche, sosterrà la tesi delle comuni origini della cultura italo tedesca, risalendo al mondo greco-latino ed indoeuropeo e disquisendo della “Luce come drammatizzazione del divino...” La storia, ci ha quindi anticipato lo studioso, “[...] non è solo maestra di vita. Essa, quale concretizzazione della ricerca umana, nel percorrere le sabbie del tempo crea separazioni, distanze, perdita di memorie. Cosicché, spesso, fratelli e sorelle diventano acerrimi nemici come solo fra consanguinei accade. E’ accaduto così tra Germani e Italici (ormai storicizzati): soltanto un recupero corretto della memoria atavica riaffratella i due grandi popoli senza i quali non esisterebbe l’Europa”. Francesco Saverio Alessio presidente di emigrati.it onlus, si soffermerà sull’importanza della lingua tedesca nelle relazioni economiche, culturali e commerciali ( viste le migliaia di lavoratori italiani emigrati) e presenterà brevemente la Collana di Studi Internazionali di scienze Filosofiche e Pedagogiche Topologik
Adriano V. Pirillo “la ProvinciaKR”, venerdì 24 novembre 2006

venerdì, novembre 17, 2006

L'IMPORTANZA DELLA LINGUA TEDESCA NEL LINGUAGGIO FILOSOFICO

25 novembre 2006, ore 17.30, presso la sala conferenze della Oxford Teaching in p.zza Castello n°9
Il tedesco è una lingua parlata da circa 100.000.000 di europei ed è la seconda lingua dopo l’inglese nell’uso commerciale; la conoscenza del tedesco apre molte possibilità di impiego ai giovani calabresi e può favorire il rallentamento della fuga di cervelli offrendo possibiltà di lavoro in loco.
Il Convegno è l'avvio per altre manifestazioni da organizzare in futuro nell’ambito di attuazione degli Scopi Sociali comuni alla Oxford Teaching e ad emigrati.it: come la diffusione del multilinguismo, l’accettazione pacifica del multiculturalismo, favorire gli scambi internazionali, in particolare con i nostri emigrati ed i loro discendenti di nazionalità non italiana, l’internazionalizzazione degli operatori calabresi e l’integrazione dei paesi appartenenti alla Comunità Economica Europea.
La Lingua Tedesca è stata determinante nella storia del pensiero filosofico, da Kant ad Hegel, da Schopenhauer a Nietzsche, fino a Stirner ed Heidegger. Su questo excursus storico del pensiero filosofico verterà l'intervento del prof. Michele Borrelli, mentre Claudio Pirillo appassionato studioso della cultura tedesca, si soffermerà sulle comuni origini degli Italiani e dei Tedeschi se si risale alle comuni origini indoeuropee. Francesco Saverio Alessio, presidente di emigrati.it onlus, parlerà dell'importanza del Tedesco nelle relazioni con gli Italiani all'estero e presenterà brevemente la Collana di Studi Internazionali di Scienze Filosofiche e Pedagogiche Topologik - Luigi Pellegrini Editore - diretta dal prof. Borrelli.
SALUTI
ore 17:30
Giuseppe POERIO - Assessore all'Istruzione e alla Cultura della Provincia di Crotone
Marisa MAIDA CARACCIOLO - Presidente di Oxford Teaching
ore 18:00
Convegno moderato da Francesco Saverio ALESSIO, Vicedirettore di "La Voce di Fiore"
INTERVENTI
Francesco Saverio ALESSIO - Presidente di emigrati.it onlus
"Introduzione al tema del convegno e breve presentazione di Topologik - Collana di Studi Internazionali di Scienze Filosofiche e Pedagogiche"
Claudio PIRILLO - Circolo Amici del Tedesco
"Luce del Nord e Luce del Sud: Hochgemüt-Humanitas"
Michele BORRELLI - Filosofo - Magister Artium - Professore Ordinario di Pedagogia Generale dell'Università della Calabria
"L’importanza del tedesco nel linguaggio filosofico"

lunedì, novembre 13, 2006

Weakening Philosophy - Essays in Honour of Gianni Vattimo - Edited by Santiago Zabala - Leading philosophers, including Umberto Eco and Charles Taylor

Weakening Philosophy - Essays in Honour of Gianni Vattimo - Edited by Santiago Zabala

Gianni Vattimo is one of the world's most important philosophers, yet he has received scant attention in the English-speaking world. The essays in Weakening Philosophy, from leading figures such as Umberto Eco and Charles Taylor, introduce his ideas to a wider audience.

Moving away from Jacques Derrida's deconstructionism and Paul Ricoeur's hermeneutics, and building on his experiences as a politician, Vattimo asks if it is still possible to speak of moral imperatives, individual rights, and political freedom. Acknowledging the force of Nietzsche's "God is dead," Vattimo argues for a philosophy of pensiero debole or "weak thinking" that shows how moral values can exist without being guaranteed by an external authority. His secularising interpretation stresses anti-metaphysical elements and puts philosophy into a relationship with postmodern culture.

Bringing together twenty-one influential philosophers, theologians, and literary critics, Weakening Philosophy is an important assessment of Vattimo's influence and the major tenets of his thought.

Contributors include Rüdiger Bubner (Heidelberg), Carmelo Dotolo (Pontifical Urbaniana), Paolo Flores d'Arcais (Rome "La Sapienza"), Umberto Eco (Bologna), Manfred Frank (Eberhard Karls, Tübingen), Jean Grondin (Montreal), Nancy Frankenberry (Dartmouth College), Giacomo Marramao (Rome "Tre"), Jack Miles (Getty Trust), Jean-Luc Nancy (Marc Bloch, Strasbourg), Teresa Oñate (Universidad Nacional de Educación a Distancia), Jeffrey Perl (Bar-Ilan University), James Risser (Seattle), Richard Rorty (Stanford), Pier Aldo Rovatti (Trieste), Fernando Savater (Complutense, Madrid), Reiner Schürmann (Duquesne), Hugh J. Silverman (Stony Brook), Charles Taylor (McGill), Gianni Vattimo (Turin), Wolfgang Welsch (Friedrich-Schiller University Jena), and Santiago Zabala (Pontifical Lateran, Rome).

Santiago Zabala is researcher in philosophy, Pontifical Lateran University of Rome, and the author of numerous books, including Tugendhat: The Hermeneutical Nature of Analytic Philosophy.
MCGILL QUEEN'S UNIVERSITY PRESS: Weakening Philosophy - Essays in Honour of Gianni Vattimo - Edited by Santiago Zabala