giovedì, gennaio 19, 2006

Seminario sul Mediterraneo

San Giovanni in Fiore, 29 aprile 2002

Relazione di Francesco Saverio ALESSIO al "Seminario di Studi sul Mediterraneo" organizzato dalla prof. ALESSIO in occasione della visita dei Consoli del Consolato di Napoli della Repubblica dell'Algeria agli alunni dell'Istituto Comprensivo Statale della Città di Bocchigliero il 30 aprile 2002.
Bocchigliero, 30 aprile 2002


Un saluto innanzitutto ai ragazzi, che con la loro sensibilità incontaminata precedono gli adulti nella volontà di relazione e di scambio, creando per noi l'occasione di essere qui ad esporre le nostre opinioni ed i nostri programmi di relazione per il futuro, soprattutto il loro futuro, poi a tutte le personalità presenti, al Direttore dell'Istituto, al Sindaco di Bocchigliero Leonardo AIELLO, ed in particolare ai nostri graditi ospiti Le Loro Eccellenze i Consoli della Repubblica Sociale e Democratica dell'Algeria.


E' appunto della mia infanzia e del mio continuare a guardare il mondo con gli occhi di un bambino che voglio parlare per assolvere il compito di presentare una mia modesta visione del Mediterraneo.

Quando ero bambino, all'inizio degli anni sessanta, i miei nonni materni vivevano a Crotone mio padre mi parlava dei Greci antichi e un giorno mi portò a Capo Colonna e mi raccontò di un popolo della Grecia, i Dori, che aveva attraversato il mare, occupato queste terre, fondato città, portato la civiltà. Quella unica, superba, solitaria colonna d'arenaria erosa dal tempo era sopravvissuta a tutto testimoniando la Civiltà e la Cultura di quel popolo. Fu l'esperienza di quel giorno, credo, ad indirizzare la mia esistenza di uomo ed artista: la mia fervida fantasia infantile ebbe una spinta formidabile, la mia mente fu avvinta per anni alle storie di popoli di navigatori che senza bussola, aiutati dagli astri, attraversavano il Mediterraneo in lungo e in largo. I Fenici, dei quali da adulto ho visto una nave ritrovata a Marsala; i Coloni Dorici, che per me rappresentavano le emozioni vissute a Capo Colonna, i Cartaginesi, gli Egizi, i Romani, e tutto questo via vai e gran traffico fin dall'Età del bronzo.



Lo studio della storia rafforzò in me questa immagine poetica ma concreta di scambi di oggetti abilmente lavorati, di essenze, alimenti esotici, di olio, di vino, di oggetti d'Arte, di storie d'amore fra persone di Culture diverse ma avvicinate e collegate da questo mare meraviglioso che permetteva ogni scambio; anche tutto l'odio ed il sangue versato in una infinità di guerre occupò, ed occupa tuttora purtroppo, una vasta parte del mio pensiero e della mia sensibilità di essere umano cosciente degli orrori che lo circondano.

Dopo quarant'anni sono qui a relazionare sull'intento di realizzare attraverso il partenariato con altri Enti ed Istituzioni, in sintonia con il Patto di Barcellona del 1995, una piattaforma di ricerca internazionale per lo sviluppo, la convivenza, lo scambio fra Culture diverse, in particolare quelle appartenenti al Bacino del Mediterraneo o in relazione con esso, e indirizzata non solo didatticamente ma soprattutto come strumento di concreto aiuto a popolazioni in difficoltà in termini di consulenze, progetti, realizzazioni.

La ricerca è fondata sull'idea che per le Culture distribuite lungo le coste del Mediterraneo le attività e le forme che le accomunano sono molte di più di quelle che le separano, e che il substrato culturale, dalla Scienza all'Architettura, dalla Cucina all'Oreficeria, dalla Musica alla Scultura, ha assunto espressioni diversificate ma simili e spesso strutturalmente identiche. Il contenuto morale e filosofico del mio studio è fondato sull'appartenenza e sull'orgoglio dell'appartenenza alle proprie radici culturali, non meno che sullo studio di un possibile sviluppo moderno di queste radici, o della loro naturale evoluzione contemporanea in termini di capacità di relazione e scambio con altre Culture.

Lavoriamo da due decenni all'idea di un Mediterraneo continuamente attraversato da un infinità di scambi culturali, umani, economici cercando i fondamenti e le tecniche, per dare una visione di sviluppo vivo e dinamico delle relazioni possibili fra i paesi appartenenti alle coste del Mediterraneo e l'Unione Europea.

Salutando i Presenti e la Città di Bocchigliero, della quale ho sempre un ottimo ricordo legato anche alla bontà dei suoi pregiati salumi...

ho portato inoltre alcune mie immagini, dei piccoli mondi virtuali interamente costruiti al computer, derivati da visioni marine Mediterranee, da antichi tessuti Florensi, dal mio immaginario architettonico, nei quali mi rifugio ogni volta che ho paura per il futuro dell'essere umano e per me stesso.
Più viaggio, cresco, lavoro, divento cosmopolita, più mi attacco tenacemente alle mie origini, fiducioso nell'idea che lo sviluppo dell'UOMO consista nella diversificazione delle Culture e nel loro scambio in una convivenza pacifica, e non nel loro appiattimento imposto con la fame e con la guerra.

Francesco Saverio ALESSIO

per conto del Centro Mediterraneo di Ricerca Scientifica Università Mediterranea S.r.l.

Bocchigliero, 30 aprile 2002

Mediterraneo

MEDITERRANEO

San Giovanni in Fiore, gennaio 2004

Al di la dell'immaginario collettivo il Mediterraneo ogni giorno è percorso da fiumi di migranti: nella mia città, San Giovanni in Fiore, dopo le vacanze natalizie sono emigrate almeno altre cento persone; sono emigrate in altri luoghi dell'Italia e all'estero, nel Bacino del Mediterraneo e in altri continenti. Giovani e meno giovani, intellettuali e non. Io ho dovuto migrare a Caccuri per essere ascoltato da qualcuno, per potere esprimere le possibilità del progetto emigrati.it, progetto redatto e realizzato nell'indifferenza totale di Stampa e Istituzioni a San Giovanni in Fiore esempio insuperabile di emigrazione e di

amministrazione fallimentare del territorio.

Ho inventato e realizzato insieme alle altre persone dell' Associazione Internet degli Emigrati Italiani uno strumento di comunicazione internazionale per evitare di emigrare e ho dovuto cambiare residenza e Provincia per ottenere un'aiuto da parte delle Istituzioni.

Ed emigrati.it non è la mia prima esperienza in relazioni internazionali Euro Mediterranee e mondiali.

Ho lavorato due anni per una Società (Centro Mediterraneo di Ricerca Scientifica Università Mediterranea S.r.l.) fondata a San Giovanni in Fiore nell'aprile 2002, della quale sono stato Socio Fondatore, nata con l'intento di realizzare attraverso un partenariato Euro Mediterraneo con altri Enti ed Istituzioni, in sintonia con il Patto di Barcellona del 1995, una piattaforma di ricerca internazionale per lo sviluppo, la convivenza, lo scambio fra Culture diverse, in particolare quelle appartenenti al Bacino del Mediterraneo o in relazione con esso; indirizzata non solo didatticamente ma soprattutto come strumento di concreto aiuto a popolazioni in difficoltà in termini di consulenze, progetti, realizzazioni.

Non siamo mai stati aiutati dai politici locali, nè dai giornalisti che ora osannano Associazioni come la Fondazione Europa Mezzogiorno Mediterraneo chiaramente nate successivamente alle nostre idee per un Mediterraneo interculturale e di pacifico scambio, condivise già da tempo in un partenariato Euro Mediterraneo con altri Enti ed Istituzioni, e delle quali qui a San Giovanni in Fiore tutti sono al corrente grazie ai pochi che hanno scritto su di noi.

L'Associazione Europa Mezzogiorno Mediterraneo onlus è nata nel gennaio 2003.

Il Mediterraneo è la culla delle civiltà, San Giovanni in Fiore, questa è Storia, è divenuta quella delle barbarie.

l'Onorevole Mario OLIVERIO è da decenni l'uomo politico più influente della nostra città, come fa a combinare la civiltà con la barbarie?

Poi, se è politicamente e storicamente responsabile, in quanto ha gestito il potere al Comune di San Giovanni in Fiore, alla Provincia di Cosenza, alla Regione Calabria, al Parlamento, del fallimento totale del territorio florense come presume di farci credere ad un possibile sviluppo? Se le migliori menti continuano ad andare via, se per relazionarsi con dignità con le Istituzioni si è costretti a cambiare residenza, se come ciechi ci si ostina a rimanere in Provincia di Cosenza nonostante ci abbiano ridotti a territorio di confine, senza arte ne parte, senza legge, senza lavoro, nella città più cementificata del mondo e più sporca d'Europa?

L'Onorevole Gerardo Mario Oliverio ha amministrato mentre qui avveniva il disastro ambientale, sociale, economico di una intera città e di una intera popolazione testimoniato e documentato da oltre centocinquanta pagine del nostro Sito Internet, decenni di sacrifici, di drammi collettivi e personali, speranze per un futuro migliore tramutate in milioni di metri cubi di edifici vuoti, inabitati, inutili, brutti.

Se Gerardo Mario Oliverio fosse capace di sviluppare il nostro territorio grazie a progetti Euro Mediterranei o di qualsiasi tipo avrebbe impedito il fallimento del lavoro di generazioni di emigrati, la distruzione della nostra cultura, la tristezza, l'abbandono, la pessima qualità della vita che ci tocca subire a San Giovanni in Fiore.

E' solo vuota retorica, o un pianto da coccodrillo.

State tranquilli il Mediterraneo è lontanissimo da voi Florensi, è a Crotone.

Con l'idea fondamentale del Mezzogiorno Italiano e della Calabria come centro di legami Economici e Culturali nell'Area Euro-Mediterranea io florense di nascita e di sofferenza intanto sono residente a Caccuri, in Provincia di Crotone; e voi Florensi che navigate il nostro sito quando cambiate Provincia?

Francesco Saverio ALESSIO


Lavorando prima per il Centro Mediterraneo di Ricerca Scientifica Università Mediterranea S.r.l. poi volontariamente per l'Associazione Florense degli Emigrati Heritage e per emigrati.it ho semplicemente allargato i miei interessi per le migrazioni, le radici delle Culture, le contaminazioni culturali, dal Mediterraneo al Mondo.

di Francesco Saverio ALESSIO