domenica, novembre 26, 2006

Il tedesco nella filosofia, quali legami?

Delle riflessioni sul Convegno: L’importanza della Lingua Tedesca nel linguaggio filosofico
Esiste davvero un legame particolare fra le strutture della lingua tedesca (che qualcuno ritiene addirittura matematiche, con formule e regole precise) e i fondamenti della filosofia, al punto da rendere la lingua di Goethe più idonea di altre ad affrontare e sviluppare teorie e problemi che da sempre attengono al campo filosofico? Questo sarà, in pratica, il fulcro del convegno che, col patrocinio dell’Assessorato provinciale alla cultura, della Scuola di Lingue Oxford Teaching e dell’Associazione Internet degli Emigrati Italiani, si svolgerà sabato 25 novembre in Piazza castello a Crotone. A relazionare sull’interessante argomento saranno il Presidente di emigrati.it onlus, Francesco Saverio Alessio; Claudio Pirillo, del Circolo “Amici del Tedesco” (di cui ricordiamo il bel convegno dello scorso 27 ottobre presso il Liceo Classico “Pitagora”, su “Il tedesco: strumento di sviluppo”, al quale parteciparono alcuni rappresentanti dell’Ambasciata Tedesca a Roma e docenti del Goethe-Institut Italien); e il chiarissimo prof. Michele Borrelli, ordinario di Pedagogia Generale presso l’Università della Calabria di Cosenza. L’argomento del Convegno è certamente interessante e, fermo restando il parere di ognuno, non si può negare che il pensiero filosofico tedesco sia stato effettivamente determinante nella storia della filosofia. Secondo alcuni, dunque, la Germania ha dato alla filosofia le menti più acute (soprattutto nel periodo tra il 1750 ed il 1900, ad iniziare da Kant) perché la lingua tedesca avrebbe una struttura più adatta all’argomentazione filosofica, e quindi naturalmente portata a coniare utili neologismi, tramite la fusione in una nuova parola di termini già noti, spesso indispensabili alla sintesi concettuale. La filosofia tedesca, inoltre, sarebbe più astratta e metafisica, mentre quella inglese, ad esempio, sarebbe più analitica e pragmatica: da qui la migliore flessibilità del tedesco e quindi la sua ottimizzazione ad esprimere in maniera più chiara gli argomenti filosofici, altrimenti oscuri e non facilmente interpretabili. Secondo altri, invece, pur ammettendo la vastissima produzione filosofica dei pensatori tedeschi, studiati e tradotti in tutto il mondo, ciò non dipenderebbe da problemi di lingua ma da ragioni diverse. Ci sono lingue, infatti, come quell’inglese, che hanno decina di migliaia di vocaboli in più del tedesco, ed altre con una grammatica assai più complessa, come gli idiomi slavi; ragion per cui anche fra questi popoli avrebbero dovuto fiorire eccellenti menti filosofiche, il che non è avvenuto. Le ragioni del proliferare, nel periodo anzidetto, di pensatori e filosofi tedeschi, si dovette quindi più a motivazioni politiche (assolutismo degli stati e mancanza di libera espressione) che ad una migliore strutturazione ed adattabilità della lingua. La mancanza di libertà del pensiero, infatti, comportava per gli studiosi o darsi anima e corpo allo studio della letteratura e della filosofia (nulla esternando, quasi vivessero in un altro mondo) oppure “darsi alla macchia”, ovvero emigrare, come fece lo stesso Karl Marx. Solo dopo la fine della Grande Guerra, si cominciò a respirare un minimo di libertà, ben presto soffocata dall’avvento del nazismo che poneva di nuovo l’antico problema dell’adattamento al regime o dell’emigrazione, per vedere pubblicati i propri lavori: cosa che fecero in molti perché, essere un intellettuale tedesco, allora, aveva un certo peso. Claudio Pirillo, appassionato studioso della cultura tedesca, dei miti e delle religioni antiche, sosterrà la tesi delle comuni origini della cultura italo tedesca, risalendo al mondo greco-latino ed indoeuropeo e disquisendo della “Luce come drammatizzazione del divino...” La storia, ci ha quindi anticipato lo studioso, “[...] non è solo maestra di vita. Essa, quale concretizzazione della ricerca umana, nel percorrere le sabbie del tempo crea separazioni, distanze, perdita di memorie. Cosicché, spesso, fratelli e sorelle diventano acerrimi nemici come solo fra consanguinei accade. E’ accaduto così tra Germani e Italici (ormai storicizzati): soltanto un recupero corretto della memoria atavica riaffratella i due grandi popoli senza i quali non esisterebbe l’Europa”. Francesco Saverio Alessio presidente di emigrati.it onlus, si soffermerà sull’importanza della lingua tedesca nelle relazioni economiche, culturali e commerciali ( viste le migliaia di lavoratori italiani emigrati) e presenterà brevemente la Collana di Studi Internazionali di scienze Filosofiche e Pedagogiche Topologik
Adriano V. Pirillo “la ProvinciaKR”, venerdì 24 novembre 2006

venerdì, novembre 17, 2006

L'IMPORTANZA DELLA LINGUA TEDESCA NEL LINGUAGGIO FILOSOFICO

25 novembre 2006, ore 17.30, presso la sala conferenze della Oxford Teaching in p.zza Castello n°9
Il tedesco è una lingua parlata da circa 100.000.000 di europei ed è la seconda lingua dopo l’inglese nell’uso commerciale; la conoscenza del tedesco apre molte possibilità di impiego ai giovani calabresi e può favorire il rallentamento della fuga di cervelli offrendo possibiltà di lavoro in loco.
Il Convegno è l'avvio per altre manifestazioni da organizzare in futuro nell’ambito di attuazione degli Scopi Sociali comuni alla Oxford Teaching e ad emigrati.it: come la diffusione del multilinguismo, l’accettazione pacifica del multiculturalismo, favorire gli scambi internazionali, in particolare con i nostri emigrati ed i loro discendenti di nazionalità non italiana, l’internazionalizzazione degli operatori calabresi e l’integrazione dei paesi appartenenti alla Comunità Economica Europea.
La Lingua Tedesca è stata determinante nella storia del pensiero filosofico, da Kant ad Hegel, da Schopenhauer a Nietzsche, fino a Stirner ed Heidegger. Su questo excursus storico del pensiero filosofico verterà l'intervento del prof. Michele Borrelli, mentre Claudio Pirillo appassionato studioso della cultura tedesca, si soffermerà sulle comuni origini degli Italiani e dei Tedeschi se si risale alle comuni origini indoeuropee. Francesco Saverio Alessio, presidente di emigrati.it onlus, parlerà dell'importanza del Tedesco nelle relazioni con gli Italiani all'estero e presenterà brevemente la Collana di Studi Internazionali di Scienze Filosofiche e Pedagogiche Topologik - Luigi Pellegrini Editore - diretta dal prof. Borrelli.
SALUTI
ore 17:30
Giuseppe POERIO - Assessore all'Istruzione e alla Cultura della Provincia di Crotone
Marisa MAIDA CARACCIOLO - Presidente di Oxford Teaching
ore 18:00
Convegno moderato da Francesco Saverio ALESSIO, Vicedirettore di "La Voce di Fiore"
INTERVENTI
Francesco Saverio ALESSIO - Presidente di emigrati.it onlus
"Introduzione al tema del convegno e breve presentazione di Topologik - Collana di Studi Internazionali di Scienze Filosofiche e Pedagogiche"
Claudio PIRILLO - Circolo Amici del Tedesco
"Luce del Nord e Luce del Sud: Hochgemüt-Humanitas"
Michele BORRELLI - Filosofo - Magister Artium - Professore Ordinario di Pedagogia Generale dell'Università della Calabria
"L’importanza del tedesco nel linguaggio filosofico"

lunedì, novembre 13, 2006

Weakening Philosophy - Essays in Honour of Gianni Vattimo - Edited by Santiago Zabala - Leading philosophers, including Umberto Eco and Charles Taylor

Weakening Philosophy - Essays in Honour of Gianni Vattimo - Edited by Santiago Zabala

Gianni Vattimo is one of the world's most important philosophers, yet he has received scant attention in the English-speaking world. The essays in Weakening Philosophy, from leading figures such as Umberto Eco and Charles Taylor, introduce his ideas to a wider audience.

Moving away from Jacques Derrida's deconstructionism and Paul Ricoeur's hermeneutics, and building on his experiences as a politician, Vattimo asks if it is still possible to speak of moral imperatives, individual rights, and political freedom. Acknowledging the force of Nietzsche's "God is dead," Vattimo argues for a philosophy of pensiero debole or "weak thinking" that shows how moral values can exist without being guaranteed by an external authority. His secularising interpretation stresses anti-metaphysical elements and puts philosophy into a relationship with postmodern culture.

Bringing together twenty-one influential philosophers, theologians, and literary critics, Weakening Philosophy is an important assessment of Vattimo's influence and the major tenets of his thought.

Contributors include Rüdiger Bubner (Heidelberg), Carmelo Dotolo (Pontifical Urbaniana), Paolo Flores d'Arcais (Rome "La Sapienza"), Umberto Eco (Bologna), Manfred Frank (Eberhard Karls, Tübingen), Jean Grondin (Montreal), Nancy Frankenberry (Dartmouth College), Giacomo Marramao (Rome "Tre"), Jack Miles (Getty Trust), Jean-Luc Nancy (Marc Bloch, Strasbourg), Teresa Oñate (Universidad Nacional de Educación a Distancia), Jeffrey Perl (Bar-Ilan University), James Risser (Seattle), Richard Rorty (Stanford), Pier Aldo Rovatti (Trieste), Fernando Savater (Complutense, Madrid), Reiner Schürmann (Duquesne), Hugh J. Silverman (Stony Brook), Charles Taylor (McGill), Gianni Vattimo (Turin), Wolfgang Welsch (Friedrich-Schiller University Jena), and Santiago Zabala (Pontifical Lateran, Rome).

Santiago Zabala is researcher in philosophy, Pontifical Lateran University of Rome, and the author of numerous books, including Tugendhat: The Hermeneutical Nature of Analytic Philosophy.
MCGILL QUEEN'S UNIVERSITY PRESS: Weakening Philosophy - Essays in Honour of Gianni Vattimo - Edited by Santiago Zabala

lunedì, ottobre 02, 2006

Per un’Ermeneutica del Web. Un’Escatologia Florense contemporanea.

1° Festival internazionale della filosofia in Sila - Ermeneutica, Spirito, bellezza e trascendenza - Gioacchino da Fiore e Gianni Vattimo a confronto: la forza della Calabria

7 giugno 2006, Silvana Mansio - SERRA PEDACE (CS)

Francesco Saverio ALESSIO: Per un’Ermeneutica del Web. Un’Escatologia Florense contemporanea.


Premessa

Le finalità che ispirano il tema del mio intervento a questo 1° FESTIVAL internazionale della filosofia in Sila, rivolte all’edificazione di un’Architettura dell’Intelligenza Connettiva che si ramifichi in tutta la Terra a partire da Fiore, impongono la divisione dello stesso in due parti:

una dispiega la descrizione di un punto di vista fiorito dalla repressione del naturale bisogno comunicativo fra esseri umani e dalla distruzione della cultura tradizionale, comunque da fatti storici accaduti a San Giovanni in Fiore; un’analisi dello stato dell’essere dalla prospettiva dell’artista, composta sia da reperti conoscitivi di derivazione autobiografica - da una personale esperienza sul campo - sia da reperti di derivazione scientifica, storica ed estetica; l’altra, che descrive l’”esserci” ad ogni costo, prende le mosse dall’Escatologia di Gioacchino da Fiore, indicando una interpretazione dell’Intelligenza Connettiva 1) volta alla pace nel mondo, alla salvezza, alla felicità dell’umanità, quindi definibile come un’Escatologia Florense contemporanea.

...ripartirono da Petra e si ritirarono fra le montagne a Fiore, affinché in Nazareth fosse annunciato il nuovo frutto dello Spirito Santo, fino a che, a partire da quel luogo, il Signore operasse la massima salvezza sulla Terra. [...]

Biografia di Gioacchino da Fiore ANONIMO

Nell’Escatologia di Gioacchino da Fiore, riassunta in poche righe dal suo Anonimo biografo, il nuovo frutto dello Spirito Santo partirà da Fiore e sarà annunciato in Nazareth, immediatamente prima della massima salvezza sulla Terra. La massima salvezza sulla terra non si realizzerà quindi esclusivamente grazie alla kénosis e al sacrificio del Messia sulla croce, o a quello che sarà l’effetto antimetafisico sulla storia del Dio che si è fatto uomo, bensì per via di un nuovo frutto dello Spirito Santo, ancora in “Fiore”, che sarà distribuito globalmente a partire dal centro del Mediterraneo, dall’Altopiano della Sila e specificamente dalla confluenza di due fiumi, l’Arvo ed il Neto, cioè dal centro mistico chiamato Fiore, ovvero Florens, Flaraconio, Flos: attualmente San Giovanni in Fiore. In piena età dell’interpretazione si può facilmente volgere il pensiero a campi di indagine non necessariamente di esclusiva pertinenza della scienza, o della filosofia, o della religione, e con un banale gusto dell’ironia chiedersi se mai sia possibile che la salvezza debba partire da un luogo degradato urbanisticamente, culturalmente imbarbarito, depredato di ogni forma di memoria e di poesia, abbandonato a se stesso e senza futuro come la San Giovanni in Fiore contemporanea: una città medioevale testimone di accadimenti determinanti per la storia del pensiero umano, rinomata per le antiche ed apprezzate tradizioni artigianali, circondata da decine di migliaia di ettari di preziosi boschi ricchissimi di acque sorgenti, affacciata sullo Ionio, un tempo centro mistico e legato allo spirito, oggi stranamente priva di attività economiche siano esse produttive, turistiche, culturali, o di servizio. Un luogo dal quale ancora nel 2006 le migliori menti continuano ad emigrare e dove i pochi artisti ed intellettuali non emigrati sopravvissuti vengono posizionati in uno spazio di non appartenenza sociale, non solo emarginati ma a volte persino perseguitati per costringerli alla resa o alla fuga.

La popolazione, a causa dell’atrofia istituzionale, del degrado politico, del sottosviluppo strutturale della società, costretta ad una emigrazione di massa inarrestabile e alla perdita dell’identità culturale, è attualmente in via di estinzione; come ha indicato, già nel 1992 nel suo prezioso saggio “L’inquieta alleanza fra psicopatologia e antropologia” 2), l’etno-psichiatra Salvatore INGLESE, che si orientò verso lo studio delle psicopatologie collettive dovute a fenomeni migratori di massa appunto dopo aver prestato per dieci anni pratica assistenziale presso il locale Centro di Igiene Mentale nell’allora U.S.L. 13. Scrive il Dott. INGLESE: " [...] Da queste complesse dinamiche si deduce la convinzione che l’emigrazione di massa si impone come una straordinaria variabile strategica nel divenire storico di questa popolazione.-Nel suo dispiegamento essa condiziona la morfogenesi dell’assetto sociale, nonché la strutturazione del mondo psichico e di quello culturale. I suoi effetti non si esauriscono nel "qui e ora" ma si riproducono indefinitamente sull’asse diacronico del lungo periodo. Questo processo si dilata nelle forme della desertificazione demografica e della dissipazione culturale. Alla dispersione geografica corrisponde immancabilmente la dispersione delle identità culturali e psicologiche. E’ per questo motivo che i processi migratori si ripiegano in sacche di raccolta di imponenti fenomeni psicopatologici. [...] [...] Nel corso del tempo è stato possibile censire almeno cinquecento casi psichiatrici che rappresentano, comunque la punta emergente di un iceberg epidemiologico la cui massa resta nascosta. [...] [...] lo smarrimento della solidarietà etnica e familiare, lo scacco della cultura tradizionale, la condizione, diffusa e pervasiva, di sofferenza psicologica, rappresentano gli indicatori di lungo periodo di una irrimediabile sconfitta storica e antropologica della società autoctona che, decimata dall’emigrazione di massa, sembra rassegnarsi ormai all’estinzione."

Il processo di esclusione operato nei confronti degli artisti è dovuto soprattutto al fondamentalismo misoneista politico-istituzionale, conseguentemente, all’incomprensibilità e al rifiuto terrorizzato, da parte della popolazione sopravvissuta, della possibilità di un’esistenza alternativa, diversa, meno legata all’avere e più legata all’essere; più viva, ricca, colta, comunicativa, sociale, umana: poetica!

Per un artista che voglia sopravvivere in sanità mentale, a San Giovanni in Fiore, è necessario non vivere più sentimenti di solitudine dovuti all’esclusione bensì sentimenti di solitudine derivati da un senso di non appartenenza culturale; una sorta di nostalgia dell’emigrato, riprodotta in modo teatrale da essere umano cosciente di appartenere ad una cultura che è altra e che vive in un luogo straniero, che non gli appartiene. Una decostruzione e ricostituzione dell’evidenza intuitiva della realtà quotidiana in una forma di rappresentazione intima, ricomposta in una imprevista disposizione di frammenti poetici, sconosciuta all’altro, strategicamente riservata 3). Si tratta di un processo personale molto complesso e difficile poiché è necessario intraprendere la costruzione di una cultura individuale come se fosse quella di una società, cioè bisogna fornire a se stessi e dal profondo di se stessi sicurezza ontologica e nutrimento psicologico, compiti protettivi che dovrebbe assolvere la società. --Bisogna avere una vasta capacità immaginativa sostanziata dall’impegno costante nelle attività mentali di studio e di ricerca, tendenze ascetiche, profonde motivazioni spirituali, inesauribili capacità di rinuncia ai beni materiali e ai contatti affettivi ed amorosi: un opera di megalomania auto-protettiva che comporta percorsi di umiltà profonda e di strenua rinuncia per poter essere strutturata efficacemente. Per individui più deboli o insicuri o timidi non c’è scampo: alcol, cocaina, eroina, vandalismo, spesso il Centro di Igiene Mentale, sottometterti al Tabù o se vuoi salvarti ed avere la possibilità di una vita sana EMIGRARE.

A San Giovanni in Fiore, oggi, attraverso le gabbie e le nebbie dei confini locali, si traguarda lontana, quasi irraggiungibile, la salvezza personale. All’orizzonte, invisibile!, quella collettiva. Impossibile quella escatologica.

All’avvento di Internet e del Web, però, iniziò ad apparire razionalmente accettabile l’ipotesi che anche da questo lembo di montagna abbandonato dalla poesia e dagli uomini potesse diffondersi immediatamente in tutta la Terra, come nel messaggio escatologico di Gioacchino da Fiore, una visione della realtà florense diversa da quella istituzionale insieme all’indicazione di una possibile salvezza globale: quella di inventare un’opera d’Arte composta da ragnatele comunicative digitali, un’architettura dell’intelligenza connettiva, un ipertesto adatto ad esprimere l’”esserci” a San Giovanni in Fiore agli albori del terzo millennio, un’estendersi della mente a 360° per tentare di sviluppare altre possibilità di dialogo: una Escatologia Florense contemporanea espressa in forme d’arte poliedriche che contribuisse all’edificazione della conoscenza, alla Bildung di una filosofia tendente alla felicità dell’umanità e alla pace nel mondo attraverso il dialogo interculturale e globale reso possibile da Internet e dal Web.

Attualmente vivo nel World Wide Web. Ho una identità che è altra da quella affibbiatami qui a San Giovanni in Fiore. Ho un’identità aurale conformata da molte pagine web e da molte e-mails che contengono "Francesco Saverio ALESSIO", tutte e tre le parole che indicano il mio nome e cognome. --Delle pagine web più di 500 le ho inventate, progettate e costruite io - emigrati.it - emigrati.org - florense.it (fra tutti e tre i siti - multilingue - oltre 20.000 visitatori al mese da tutto il globo terrestre) - quelle di altri siti web - altre sono nate dalla collaborazione con il Laboratorio di Produzione Culturale LA VOCE DI FIORE diretto da Emiliano Morrone, laboratorio al quale collaborano filosofi come Gianni Vattimo, che ne è direttore onorario, Alfonso Maurizio Iacono, Derrick de Kerckhove - il resto sono pagine di siti prestigiosi, di siti istituzionali, di motori di ricerca che contengono o linkano il mio nome o i miei siti web; inoltre ricevo e rispondo a moltissime e-mails che provengono da tutto il mondo. Nel Web ho più identità come individuo ma non perdo il senso di appartenenza al gruppo: abito in Piazza del Villaggio Globale (Global Village Square). I miei navigatori ed i corrispondenti tramite e-mail sono Università, Centri di Ricerca, Associazioni Culturali, Istituzioni, Studenti, Giornalisti, Artisti, Filosofi, Antropologi, Poeti, emigrati e discendenti di emigrati italiani, persone comuni di tutto il mondo...e a San Giovanni in Fiore si fa finta che io non esista!

Ma si può vivere solo di relazioni sociali telematiche?

Meditando ancora sulla distanza fra i corpi determinata dal progresso tecnologico nella comunicazione, come in aIds: storie d’Impero applicato, opera teatrale ideata, prodotta e rappresentata nonostante tutto a San Giovanni in Fiore, si arriva a riflettere spesso, al di là della emarginazione personale, riguardo a quella del sud del pianeta, al digital divide, alla violazione dei diritti umani, alla subordinazione culturale da parte dell’Occidente, alla profonda crisi dei valori umani universali.

Allora per ”esserci” si torna a lavorare alla costruzione di una piattaforma globale di volontariato per lo sviluppo, la convivenza, lo scambio fra culture diverse, indirizzata alla formazione e all’informazione, interessata allo sviluppo di Internet e del Web al fine di rendere più ampio lo spazio di scambio interculturale, grazie alla trasmissione del pensiero, delle intenzioni, dei progetti, del nostro bisogno di ”esserci”. Le persone che lavorano ad emigrati.it, al laboratorio di produzione culturale "la Voce di Fiore" ed ad altri siti web della internet-network florense credono che lo sviluppo dell’UOMO consista nella diversificazione delle Culture in una convivenza pacifica garantita dal dialogo e dalla comunicazione digitale globale. Con il web si ha la possibilità di offrire a chiunque al mondo lo cerchi quello che tu comunichi, e si ha la possibilità di conformare comunità di pensiero al di là dei luoghi geografici e delle culture: il riconoscere queste possibilità dona un grande senso di pace, di libertà, di speranza. Questi i motivi che alcuni anni fa mi spinsero ad abbandonare qualsiasi altra attività per studiare Internet e per imparare a costruire siti Web: come reazione alla incomunicabilità e all’emarginazione all’interno della società di appartenenza fui irresistibilmente attratto dalle infinite possibilità di scambi comunicativi che l’intelligenza connettiva permette.

Oggi fornisco sul Web informazioni partendo dall’enunciato di Nietzsche che "non ci sono fatti, solo interpretazioni" e che anche questo enunciato è "solo" un’interpretazione. Il mio modo di intendere una Ermeneutica per l’Internet è di partecipare alla sua costruzione nel Web con entusiasmo ogni giorno, con la massima sincerità d’espressione della mia interpretazione dell’esistenza: una INTERPRETAZIONE dei fatti, della vita, della cultura, dell’arte, della storia infinita di immigrazioni ed emigrazioni, in sintesi dell’antropologia culturale di una città, nata intorno all’Archicenobio Florens fondato da Gioacchino da Fiore, isolata per secoli su di un massiccio montuoso al centro del Mediterraneo, un tempo centro mistico e votato allo Spirito - una ERMENEUTICA PER IL WEB da San Giovanni in Fiore, Sila, Calabria, Italia.


In attesa di ulteriori intrecci nell’ampliamento dell’architettura dell’intelligenza connettiva che già si diffonde, auto-costruendosi, da Fiore alla Terra, pongo quindi come fondamenti filosofici per un’elevata qualità dell’esistenza umana e per un futuro migliore: l’umanesimo nell’interpretazione della filosofia buddista di Nichiren Daishonin e la solidarietà, la carità, l’ironia, derivate dall’ermeneutica di Gianni Vattimo e dal pragmatismo di Richard Rorthy; grazie ad Internet ed al World Wide Web contribuisco all’edificazione della Piazza del Villaggio Globale di Derrick de Kerckhove trasmettendo ad altri quel che altri mi ha trasmesso al fine di favorire l’affrettarsi di una Escatologia Florense contemporanea come età dell’Interpretazione e dell’Intelligenza Connettiva. Il pensiero e le più alte sfere della conoscenza sono attività e processi continuamente derivati da se stessi, e alimentati da se stessi. La ricerca esistenziale e filosofica dovrebbe tendere al fine di migliorare se stessi per poter così contribuire fruttuosamente al miglioramento della qualità dell’esistenza e al raggiungimento della felicità dell’intero genere umano. Nell’età dell’interpretazione dell’intelligenza connettiva il pensiero non ha più luogo geografico o appartenenza proprietaria: è finalmente patrimonio dell’UMANITÁ.

Francesco Saverio ALESSIO

NOTE:

1) L’intelligenza connettiva è un termine che uso per indicare l’impatto odierno di Internet sul pensiero umano. Allo stesso tempo, è un concetto che ha radici antiche, pre-verbali, addirittura applicabile al regno animale, solo che non era riconoscibile come tale. Questo per dire che le nuove tecnologie, tutte le nuove tecnologie ci danno semplicemente gli strumenti per analizzare questa condizione dell’essere umano. Siamo abituati a ritenere che il pensiero appartenga a una dimensione privata, e questo è il frutto di quel tipo di comunicazione specifico che è la lettura. Inoltre, il pensiero è considerato come il risultato di un qualcosa di "interiore", mentre il prendere la parola è immaginato come un atto individuale. Ma anche il dialogo fa parte del pensiero. Per questo ritengo che il pensiero sia un "linguaggio silenzioso", ma che la parola sia una forma di pensiero connettivo. L’intelligenza connettiva trova un suo naturale ambito nella connessione web, nella quale però il singolo ha la duplice possibilità di far parte di un gruppo senza perdere la sua identità e di avere un’identità senza perdere il senso del gruppo. Vorrei però precisare che l’intelligenza connettiva è differente dall’intelligenza collettiva di cui si scrive quando si affronta la comunicazione elettronica. In questo caso, l’intelligenza collettiva è legata a universi a senso unico in cui l’individuo si perde. L’individuo si perde, infatti, nel discorso televisivo, nel discorso radiofonico, esattamente come si perdeva nel discorso orale comunitario. L’intelligenza connettiva riguarda invece la possibilità di condividere il pensiero, l’intenzione e i progetti espressi da altri.

DERRICK DE KERCKHOVE - in un’intervista di Benedetto VECCHI - il manifesto, del 30 luglio 2002 Architecture of Intelligence Architecture of Intelligence:The Invention Of Space (http://architecture.openflows.org/index.pl?section=invention) Architecture of Intelligence:Principles Of Connected Architecture (http://architecture.openflows.org/index.pl?section=principles) McLuhan Program in Culture and Technology (http://www.mcluhan.utoronto.ca) Communication in Evolution: Social and Technological Transformation ( http://www.mcluhan.utoronto.ca/article_communicationevolution.htm#) The Official Site of Marshall McLuhan (http://www.marshallmcluhan.com) McLuhan Global Research Network (http://www.mcluhan.ca) Maastricht McLuhan Institute (MMI) (http://www.mmi.unimaas.nl) Gingko Press, Official Publisher of Marshall McLuhan (http://www.gingkopress.com) Connected Intelligence Connected Intelligence is an innovative technology that can address the educational challenge of bringing students and teachers together to generate a range of solutions by utilizing the connective energy of knowledge networks (human and virtual). It is based on the work done by Derrick de Kerckhove, Director of the McLuhan Program and KPMG’s Electronic Markets Group.

Sito Web del Prof. de Kerckhove http://www.mcluhan.utoronto.ca/derrickdekerckhove.htm

2) L’emigrazione di massa da questo territorio ha provocato profonde e irreversibili trasformazioni nella vita sociale di questa comunità. Essa ha innescato l’abbandono forzoso di una base socio - culturale garantita dai vincoli di solidarietà familiare e vicinale, atta a promuovere nel corso delle generazioni la creazione e la riproduzione di modelli, idee, stili di relazione e di esistenza specifici. L’emigrazione non si costituisce come un evento neutro ma come congiuntura critica generale e persistente che si impone come fattore di perturbazione dei meccanismi di regolazione dell’individuo e del gruppo. Per ciò stesso essa deve essere fronteggiata con molteplici strumenti culturali e psicologici. Essa si manifesta come periodo di transizione ambivalente, come un’occasione di sviluppo che contiene anche un rischio concreto di perdita e di dissoluzione. Al centro di ogni esperienza migratoria si colloca una fase di separazione dall’ambiente originario che fornisce sicurezza ontologica e nutrimento psicologico. La lacerazione di questo continuum esistenziale inaugura la sperimentazione di una angoscia di morte e di vuoto, e una sensazione di caduta senza fine in uno stato di disintegrazione.

A carico di questo sistema sociale l’emigrazione di massa ha determinato:

a) rottura e disgregazione della famiglia patriarcale b) sovversione del legame organico tra ruoli sessuali e produttivi, conseguente all’immissione delle donne nel ciclo economico; c) delegittimazione interne ed esterne dei valori culturali autoctoni; d) alterazione della coerenza e della coesione del gruppo originario, causata da processi di: d1) frammentazioni, per allontanamento definitivo dei proietti; d2) incistamento sub - culturale, per integralismo reattivo alla fobia del nuovo e del diverso che appaiono nel campo sociale ( fondamentalismo misoneista ); d3) implosione, per estinzione tendenziale della cultura originaria con collasso della sua visione del mondo.

SALVATORE INGLESE - L’Inquieta Alleanza Fra Antropologia e Psicopatologia - (ricordi e riflessioni di un’esperienza sul campo), 1992, I Fogli di ORISS - http://www.oriss.org

3) -[...] L’antipatia dell’arte è costitutiva dell’attività creativa, in quanto lavora sulla diacronia di ogni attesa consolatoria, sulla solitudine di un gesto che non chiede alcuna solidarietà. L’artista esegue la prescrizione nicciana di partire sempre da uno stato rovinoso del linguaggio, da una condizione non conciliante con le cose, si muove dentro il crollo di ogni ordine, per effettuare una ricomposizione che annulli la precedente disposizione a favore di una forma capace di fondare un ordine nuovo, uno scenario in cui i reperti si aggregano tra loro secondo disposizioni impreviste da altri.
— ACHILLE BONITO OLIVA - Teoria del genio antipatico (con naufragio) - Art Studio, Milano 1989

Kènosis

[...] L’uomo post moderno, se assume fino in fondo la condizione debole dell’essere e dell’esistenza, può finalmente imparare a convivere con sé stesso e con la propria finitezza, al di là della residua nostalgia per la fine di ogni assolutezza della metafisica. Accettare la condizione costitutivamente scissa , instabile e plurale che è propria del nostro essere, destinato alla differenza, alla transitorietà e alla molteplicità, significa essere in grado di praticare attivamente la solidarietà, la carità e l’ironia. L’uomo che distoglie la sua attenzione dall’oltremondo e la rivolge a questo mondo e a questo tempo (Saeculum significa anche "questo tempo presente") si adopera per far valere gli ideali del pluralismo e della tolleranza ed evita che una particolare visione del mondo s’imponga servendosi dell’autorità che le è attribuita. La "morte di Dio" (un’espressione che originariamente appartiene a Lutero) oggi indica l’icarnazione, la kénosis (dal verbo kenóo, rendo vuoto), con la quale Paolo allude al "vuotarsi di se stesso" compiuto dal Verbo divino che si è abbassato alla condizione umana per morire sulla croce. Tutto questo ci spinge verso una concezione meno oggettiva e più interpretativa della rivelazione, vale a dire verso una concezione "dell’ultimo dio".

tratto dalla INTRODUZIONE - Una religione senza teisti e ateisti - (pag. 23-24) a

IL FUTURO DELLA RELIGIONE - Solidarietà, carità, ironia - Richard RORTY - Gianni VATTIMO

a cura di Santiago ZABALA, edito da GARZANTI, 2005

mercoledì, maggio 24, 2006

1° Festival internazionale della filosofia in Sila

FILOSOFIA
1° Festival internazionale della Filosofia in Sila
Comune di Serra Pedace
grandincontri onlus
www.grandincontri.org
Ermeneutica, Spirito, bellezza e trascendenza
Gioacchino da Fiore e Gianni Vattimo a confronto: la forza della Calabria
7 giugno 2006, Silvana Mansio - SERRA PEDACE (Cs)
1° FESTIVAL internazionale della filosofia in Sila
Ore 9, 00 Sala Convegni “La Nuova Silvanetta”, saluti delle istituzioni:
Leo Franco RIZZUTI
Sindaco di Serra Pedace
Nicola ADAMO
Vice presidente della Giunta Regionale calabra
Gerardo Mario OLIVERIO
Presidente della Provincia di cosenza
Giuseppe CIPPARRONE
Presidente Comunità Montana Silana
Antonio NICOLETTI
Sindaco di San Giovanni in Fiore
Ore 10,00 convegno moderato da Domenico Barberio, redattore di “la Voce di Fiore”
L’Età dello Spirito Santo è l’Interpretazione? È l’Intelligenza connettiva?
Filosofare provocando

EMILIANO MORRONE, consigliere di “grandincontri onlus”
Cattura o lettura della Storia? Dall’Ideologia alla Profezia. La Lezione di Gioacchino
SALVATORE OLIVERIO, presidente del Centro Internazionale Studi Gioachimiti
L’eredità di Martin Heidegger
MICHELE BORRELLI, Università della Calabria
Logica delle anticipazioni
SANTIAGO ZABALA, Pontificia Università Lateranense
Pausa per il pranzo e ripresa alle ore 15,00
Ermeneutiche dello Spirito, tra storia e liberazione
CARMELO DOTOLO, Università Gregoriana
Per un’Ermeneutica del Web. Un’Escatologia florense contemporanea
SAVERIO ALESSIO, presidente di “Emigrati.it”
Intelligenza connettiva e Speranza globale
DERRICK DE KERCKHOVE, Università di Toronto
Filosofia modernità-mondo
GIACOMO MARRAMAO, Università Roma 3
Filosofia ed emancipazione
GIANNI VATTIMO, Università di Torino
Segue Wittgenstein, teatro con GIANNI VATTIMO, PEPPE VOLTARELLI e MARIA COSTANZA BARBERIO

giovedì, gennaio 19, 2006

Seminario sul Mediterraneo

San Giovanni in Fiore, 29 aprile 2002

Relazione di Francesco Saverio ALESSIO al "Seminario di Studi sul Mediterraneo" organizzato dalla prof. ALESSIO in occasione della visita dei Consoli del Consolato di Napoli della Repubblica dell'Algeria agli alunni dell'Istituto Comprensivo Statale della Città di Bocchigliero il 30 aprile 2002.
Bocchigliero, 30 aprile 2002


Un saluto innanzitutto ai ragazzi, che con la loro sensibilità incontaminata precedono gli adulti nella volontà di relazione e di scambio, creando per noi l'occasione di essere qui ad esporre le nostre opinioni ed i nostri programmi di relazione per il futuro, soprattutto il loro futuro, poi a tutte le personalità presenti, al Direttore dell'Istituto, al Sindaco di Bocchigliero Leonardo AIELLO, ed in particolare ai nostri graditi ospiti Le Loro Eccellenze i Consoli della Repubblica Sociale e Democratica dell'Algeria.


E' appunto della mia infanzia e del mio continuare a guardare il mondo con gli occhi di un bambino che voglio parlare per assolvere il compito di presentare una mia modesta visione del Mediterraneo.

Quando ero bambino, all'inizio degli anni sessanta, i miei nonni materni vivevano a Crotone mio padre mi parlava dei Greci antichi e un giorno mi portò a Capo Colonna e mi raccontò di un popolo della Grecia, i Dori, che aveva attraversato il mare, occupato queste terre, fondato città, portato la civiltà. Quella unica, superba, solitaria colonna d'arenaria erosa dal tempo era sopravvissuta a tutto testimoniando la Civiltà e la Cultura di quel popolo. Fu l'esperienza di quel giorno, credo, ad indirizzare la mia esistenza di uomo ed artista: la mia fervida fantasia infantile ebbe una spinta formidabile, la mia mente fu avvinta per anni alle storie di popoli di navigatori che senza bussola, aiutati dagli astri, attraversavano il Mediterraneo in lungo e in largo. I Fenici, dei quali da adulto ho visto una nave ritrovata a Marsala; i Coloni Dorici, che per me rappresentavano le emozioni vissute a Capo Colonna, i Cartaginesi, gli Egizi, i Romani, e tutto questo via vai e gran traffico fin dall'Età del bronzo.



Lo studio della storia rafforzò in me questa immagine poetica ma concreta di scambi di oggetti abilmente lavorati, di essenze, alimenti esotici, di olio, di vino, di oggetti d'Arte, di storie d'amore fra persone di Culture diverse ma avvicinate e collegate da questo mare meraviglioso che permetteva ogni scambio; anche tutto l'odio ed il sangue versato in una infinità di guerre occupò, ed occupa tuttora purtroppo, una vasta parte del mio pensiero e della mia sensibilità di essere umano cosciente degli orrori che lo circondano.

Dopo quarant'anni sono qui a relazionare sull'intento di realizzare attraverso il partenariato con altri Enti ed Istituzioni, in sintonia con il Patto di Barcellona del 1995, una piattaforma di ricerca internazionale per lo sviluppo, la convivenza, lo scambio fra Culture diverse, in particolare quelle appartenenti al Bacino del Mediterraneo o in relazione con esso, e indirizzata non solo didatticamente ma soprattutto come strumento di concreto aiuto a popolazioni in difficoltà in termini di consulenze, progetti, realizzazioni.

La ricerca è fondata sull'idea che per le Culture distribuite lungo le coste del Mediterraneo le attività e le forme che le accomunano sono molte di più di quelle che le separano, e che il substrato culturale, dalla Scienza all'Architettura, dalla Cucina all'Oreficeria, dalla Musica alla Scultura, ha assunto espressioni diversificate ma simili e spesso strutturalmente identiche. Il contenuto morale e filosofico del mio studio è fondato sull'appartenenza e sull'orgoglio dell'appartenenza alle proprie radici culturali, non meno che sullo studio di un possibile sviluppo moderno di queste radici, o della loro naturale evoluzione contemporanea in termini di capacità di relazione e scambio con altre Culture.

Lavoriamo da due decenni all'idea di un Mediterraneo continuamente attraversato da un infinità di scambi culturali, umani, economici cercando i fondamenti e le tecniche, per dare una visione di sviluppo vivo e dinamico delle relazioni possibili fra i paesi appartenenti alle coste del Mediterraneo e l'Unione Europea.

Salutando i Presenti e la Città di Bocchigliero, della quale ho sempre un ottimo ricordo legato anche alla bontà dei suoi pregiati salumi...

ho portato inoltre alcune mie immagini, dei piccoli mondi virtuali interamente costruiti al computer, derivati da visioni marine Mediterranee, da antichi tessuti Florensi, dal mio immaginario architettonico, nei quali mi rifugio ogni volta che ho paura per il futuro dell'essere umano e per me stesso.
Più viaggio, cresco, lavoro, divento cosmopolita, più mi attacco tenacemente alle mie origini, fiducioso nell'idea che lo sviluppo dell'UOMO consista nella diversificazione delle Culture e nel loro scambio in una convivenza pacifica, e non nel loro appiattimento imposto con la fame e con la guerra.

Francesco Saverio ALESSIO

per conto del Centro Mediterraneo di Ricerca Scientifica Università Mediterranea S.r.l.

Bocchigliero, 30 aprile 2002

Mediterraneo

MEDITERRANEO

San Giovanni in Fiore, gennaio 2004

Al di la dell'immaginario collettivo il Mediterraneo ogni giorno è percorso da fiumi di migranti: nella mia città, San Giovanni in Fiore, dopo le vacanze natalizie sono emigrate almeno altre cento persone; sono emigrate in altri luoghi dell'Italia e all'estero, nel Bacino del Mediterraneo e in altri continenti. Giovani e meno giovani, intellettuali e non. Io ho dovuto migrare a Caccuri per essere ascoltato da qualcuno, per potere esprimere le possibilità del progetto emigrati.it, progetto redatto e realizzato nell'indifferenza totale di Stampa e Istituzioni a San Giovanni in Fiore esempio insuperabile di emigrazione e di

amministrazione fallimentare del territorio.

Ho inventato e realizzato insieme alle altre persone dell' Associazione Internet degli Emigrati Italiani uno strumento di comunicazione internazionale per evitare di emigrare e ho dovuto cambiare residenza e Provincia per ottenere un'aiuto da parte delle Istituzioni.

Ed emigrati.it non è la mia prima esperienza in relazioni internazionali Euro Mediterranee e mondiali.

Ho lavorato due anni per una Società (Centro Mediterraneo di Ricerca Scientifica Università Mediterranea S.r.l.) fondata a San Giovanni in Fiore nell'aprile 2002, della quale sono stato Socio Fondatore, nata con l'intento di realizzare attraverso un partenariato Euro Mediterraneo con altri Enti ed Istituzioni, in sintonia con il Patto di Barcellona del 1995, una piattaforma di ricerca internazionale per lo sviluppo, la convivenza, lo scambio fra Culture diverse, in particolare quelle appartenenti al Bacino del Mediterraneo o in relazione con esso; indirizzata non solo didatticamente ma soprattutto come strumento di concreto aiuto a popolazioni in difficoltà in termini di consulenze, progetti, realizzazioni.

Non siamo mai stati aiutati dai politici locali, nè dai giornalisti che ora osannano Associazioni come la Fondazione Europa Mezzogiorno Mediterraneo chiaramente nate successivamente alle nostre idee per un Mediterraneo interculturale e di pacifico scambio, condivise già da tempo in un partenariato Euro Mediterraneo con altri Enti ed Istituzioni, e delle quali qui a San Giovanni in Fiore tutti sono al corrente grazie ai pochi che hanno scritto su di noi.

L'Associazione Europa Mezzogiorno Mediterraneo onlus è nata nel gennaio 2003.

Il Mediterraneo è la culla delle civiltà, San Giovanni in Fiore, questa è Storia, è divenuta quella delle barbarie.

l'Onorevole Mario OLIVERIO è da decenni l'uomo politico più influente della nostra città, come fa a combinare la civiltà con la barbarie?

Poi, se è politicamente e storicamente responsabile, in quanto ha gestito il potere al Comune di San Giovanni in Fiore, alla Provincia di Cosenza, alla Regione Calabria, al Parlamento, del fallimento totale del territorio florense come presume di farci credere ad un possibile sviluppo? Se le migliori menti continuano ad andare via, se per relazionarsi con dignità con le Istituzioni si è costretti a cambiare residenza, se come ciechi ci si ostina a rimanere in Provincia di Cosenza nonostante ci abbiano ridotti a territorio di confine, senza arte ne parte, senza legge, senza lavoro, nella città più cementificata del mondo e più sporca d'Europa?

L'Onorevole Gerardo Mario Oliverio ha amministrato mentre qui avveniva il disastro ambientale, sociale, economico di una intera città e di una intera popolazione testimoniato e documentato da oltre centocinquanta pagine del nostro Sito Internet, decenni di sacrifici, di drammi collettivi e personali, speranze per un futuro migliore tramutate in milioni di metri cubi di edifici vuoti, inabitati, inutili, brutti.

Se Gerardo Mario Oliverio fosse capace di sviluppare il nostro territorio grazie a progetti Euro Mediterranei o di qualsiasi tipo avrebbe impedito il fallimento del lavoro di generazioni di emigrati, la distruzione della nostra cultura, la tristezza, l'abbandono, la pessima qualità della vita che ci tocca subire a San Giovanni in Fiore.

E' solo vuota retorica, o un pianto da coccodrillo.

State tranquilli il Mediterraneo è lontanissimo da voi Florensi, è a Crotone.

Con l'idea fondamentale del Mezzogiorno Italiano e della Calabria come centro di legami Economici e Culturali nell'Area Euro-Mediterranea io florense di nascita e di sofferenza intanto sono residente a Caccuri, in Provincia di Crotone; e voi Florensi che navigate il nostro sito quando cambiate Provincia?

Francesco Saverio ALESSIO


Lavorando prima per il Centro Mediterraneo di Ricerca Scientifica Università Mediterranea S.r.l. poi volontariamente per l'Associazione Florense degli Emigrati Heritage e per emigrati.it ho semplicemente allargato i miei interessi per le migrazioni, le radici delle Culture, le contaminazioni culturali, dal Mediterraneo al Mondo.

di Francesco Saverio ALESSIO